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Lega dei Ticinesi

La Lega dei Ticinesi è un partito politico svizzero, attivo nel Canton Ticino

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, fondato dall’imprenditore luganese Giuliano Bignasca.

Il movimento non si definisce né di destra né di sinistra, ma viene comunemente classificato all’interno del populismo di destra.
La Lega ha un’ideologia regionalista

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, euroscettica, antiecologista e antistatalista; sostiene una minore fiscalità, una maggiore attenzione alle fasce più deboli (in particolare gli anziani)

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, e la lotta all’immigrazione.
Stante la formidabile crescita elettorale del movimento, la Lega dei Ticinesi poggia al momento su un numero esiguo di rappresentanti “storici”: Attilio Bignasca, fratello di Giuliano Bignasca, presidente del movimento fino al marzo 2013, rappresenta la Lega nel Parlamento cantonale a Berna; Boris Bignasca, figlio del presidente, è stato eletto – insieme con altri 14 deputati – al Gran Consiglio del Canton Ticino prima di rassegnare le dimissioni per motivi di studio.
Nelle elezioni cantonali del 1991 la Lega elesse tre deputati e nel 1995 ottenne anche l’elezione di un componente del consiglio di stato, l’avvocato Marco Borradori. Alle elezioni federali del 2003 la Lega si è presentata in alleanza con l’Unione Democratica di Centro, ma ha eletto un solo deputato federale.
Nelle elezioni cantonali del 1º aprile 2007 la Lega dei Ticinesi ottiene un successo per il Consiglio di Stato incrementando i propri consensi dal 16% al 25%, divenendo la seconda formazione politica del Ticino dietro al Partito Liberale Radicale (con uno scarto di voti inferiore all’1%). Marco Borradori risulta il candidato più votato di tutto il Cantone. Nel Gran Consiglio vengono eletti 16 deputati (su un totale di 90).
La campagna elettorale è stata incentrata su temi forti e tradizionali come la precedenza ai residenti per l’ingresso nel mercato del lavoro rispetto anche alla manodopera di confine italiana (i cosiddetti frontalieri 54.000 + padroncini + in nero totale 80.000 90.000, su una popolazione ticinese di 300.000) ), un no deciso all’immigrazione massiccia, soprattutto ma non soltanto di matrice islamica, una difesa delle tradizioni locali e delle peculiarità ticinesi e uno stop alla criminalità, in particolar modo di quella straniera.
Nelle elezioni federali del 21 ottobre 2007 la Lega dei Ticinesi riesce a rieleggere Attilio Bignasca a Berna con una percentuale di voti del 12,6%, accrescendo i propri consensi

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, rispetto alle precedenti consultazioni di ambito federale, di circa il 5% dei voti. Manca per pochi voti l’elezione di un secondo rappresentante nell’assise di Berna.
Il 5 gennaio 2008 Bignasca incontra il leader della Lega Nord Umberto Bossi per un colloquio sui temi politici dell’area insubre [senza fonte]. All’incontro partecipano anche il Consigliere di Stato Marco Borradori e il deputato Norman Gobbi. Per la Lega Nord sono presenti il Presidente della Provincia di Como Leonardo Carioni e il Segretario nazionale della Lega Lombarda Giancarlo Giorgetti. La dirigenza della Lega decide di aderire con una propria delegazione alla manifestazione federale indetta dal Carroccio per il 17 febbraio contro l’eventuale declassamento dello scalo aereo di Milano-Malpensa a seguito della probabile vendita di Alitalia alla compagnia di bandiera francese Air France.
Il 2 febbraio 2010 si incontra di nuovo con Bossi a Lugano per parlare dello scudo fiscale, dei “fiscovelox” della Guardia di Finanza e per parlare del segreto bancario nell’economia ticinese e dell’Insubria.
Alle elezioni cantonali del 10 aprile 2011 per la prima volta il Partito Liberale Radicale – I Liberali Radicali viene superato e con il 29.78% dei consensi la Lega ottiene un secondo seggio al Consiglio di Stato, diventando quindi il primo partito in seno al governo. Al Gran Consiglio ottiene 21 seggi con il 22.84% delle preferenze, confermandosi seconda forza politica cantonale, subito dietro ai liberali che ottengono 23 seggi.
Consiglio degli Stati
Consiglio Nazionale
Consiglio di Stato (Cantonale)
Gran Consiglio

Torre della Vittoria (Ferrara)

La Torre della Vittoria completa l’edificio del Palazzo Municipale e allo stesso tempo se ne distacca per la sua dimensione, per la sua ricostruzione dopo secoli dalla caduta della torre precedentemente situata nella stessa posizione e per le celebrazioni che la richiamarono esplicitamente anche nei filmati d’epoca fascista. Si trova all’angolo tra Piazza Trento e Trieste e Via Cortevecchia.

Nell’ambito dell’azione finalizzata al recupero ed alla valorizzazione del patrimonio edilizio cittadino, iniziata nei primi anni venti, a Ferrara, che partì dal restauro di due edifici pubblici emblemi della città, e cioè il Castello Estense ed il Palazzo Municipale, si procedette ad un intervento radicale sulla facciata di quest’ultimo, quella rivolta verso il Duomo. In particolare venne eretta una nuova Torre della Vittoria, in sostituzione di quella originale, opera del Rigobello, che era crollata durante il sedicesimo secolo, nel 1570, all’inizio dello sciame sismico che colpì la città sino al 1574

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. La volontà dell’amministrazione comunale fu, in quel momento, quella di recuperare l’antico aspetto del Palazzo Municipale per ricordare la gloria del periodo degli Estensi e, inoltre, di celebrare la Vittoria nel primo conflitto mondiale con un monumento commemorativo. Questo fu individuato nella statua in bronzo dorato La Vittoria del Piave di Arrigo Minerbi, che fu posto alla base della torre.
L’inaugurazione della Torre fu un momento celebrativo importante per il fascismo ferrarese, nel novembre del 1928

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, e per l’occasione oltre a Italo Balbo, Renzo Ravenna e alle principali personalità civili, militari e religiose, intervenne anche il re, Vittorio Emanuele III
Costruita su modello trecentesco

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, in stile gotico e con materiali che ricordano il castello estense

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, è alta 57 m e la sommità è merlata, come la ricostruita facciata del Palazzo Municipale.
Altri progetti

Episodi di Le regole del delitto perfetto (prima stagione)

Voce principale: Le regole del delitto perfetto.
La prima stagione della serie televisiva Le regole del delitto perfetto

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, composta da 15 episodi, è stata trasmessa negli Stati Uniti per la prima volta dall’emittente ABC dal 25 settembre 2014 al 26 febbraio 2015.
In Italia la stagione è andata in onda in prima visione satellitare dal 27 gennaio al 14 aprile 2015 su Fox, canale a pagamento della piattaforma Sky. La stagione è stata trasmessa in prima visione gratuita in lingua italiana nella Svizzera italiana, dal canale in chiaro RSI LA1 dal 3 marzo 2015. In Italia la stagione verrà prossimamente trasmessa in chiaro da Rai 2.
Un avvocato difensore e professore di diritto penale, Annalise Keating, seleziona un gruppo dei suoi migliori studenti per lavorare nel suo studio. Il cliente di Annalise è una donna accusata di tentato omicidio del suo amante, con l’aspirina, al quale lui era altamente allergico. Wes scopre che Annalise tradisce suo marito Sam; mentre Connor trova un modo interessante per aiutare Annalise nel caso. Il corpo di una studentessa scomparsa da mesi, Lila Stangard, viene ritrovato nella cisterna d’acqua della sua sorellanza da un tecnico. Quando Annalise e Sam vedono lo speciale sul ritrovamento della ragazza, Annalise commenta “Scommetto che è stato il fidanzato”.
Gli studenti di legge di Annalise, Wes, Connor, Laurel e Michaela discutono su come disfarsi di un corpo che si trova a casa di Annalise, rischiando di essere sorpresi dalla polizia. Si dirigono poi nel bosco, e dopo il lancio di una moneta, decidono che la migliore cosa da fare è quella di bruciare il corpo. Successivamente verrà rivelato che il corpo è Sam, il marito di Annalise.
Annalise accetta il caso di un milionario, Steven Weber, accusato di aver ucciso sua moglie. Connor cerca di fare la cosa giusta con il suo fidanzato, il super tecnologico, dopo aver saltato la cena per lavorare al caso. Il processo di Annalise è ribaltato quando la figlia dell’accusa rivela che il padre ha ucciso la madre nello stesso modo in cui è stato accusato di aver ucciso la sua seconda moglie. Annalise comincia a sospettare del coinvolgimento di Sam nel caso di Lila Stangar. Laurel chiede a Bonnie dei consigli su Frank.
Mentre sta comprando il necessario per liberarsi del corpo, Wes chiama qualcuno dicendogli che è andato tutto secondo i piani. Dopo va in una camera di hotel e si incontra con Rebecca.
Il nuovo caso di Annalise riguarda una casalinga, Paula Murphy, che inizialmente è implicata per attività sessuale con un uomo in un parcheggio, ma presto viene processata per omicidio. Wes cerca di aiutare Rebecca, che è arrestata per l’omicidio di Lila. Michaela scopre di una precedente relazione tra il suo futuro marito e Connor, avvenuta anni fa durante il collegio. Nate indaga sull’alibi di Sam durante la notte in cui Lila è stata uccisa e non ne trova uno, ma decide di mentire ad Annalise dicendogli che il suo alibi è inconfutabile. Il caso viene sospeso dopo che la casalinga scappa col suo primo amore, un pregiudicato.
Connor, Wes, Michaela e Laurel continuano a pianificare su come liberarsi del corpo, ma si accorgono che hanno anche bisogno di un alibi, così cominciano a scattarsi le foto al falò. Mentre stanno per andare via dal bosco, Michaela si accorge di aver perso l’anello di fidanzamento.
Annalise ha un nuovo caso, si tratta di una sua vecchia amica che è stata accusata di insider trading e che dichiara di essere innocente, affermando di essere stata truffata. Wes dà il via al caso di Rebecca dopo aver scoperto che è sua la colpa se lei ha confessato di aver ucciso Lila. Connor frequenta un ragazzo che può aiutare nel caso

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, ma si renderà conto di provare dei veri sentimenti per Oliver, che lo ha cacciato di casa quando ha scoperto che lui era andato con un altro ragazzo. Frank deve confrontarsi coi suoi problemi di gelosia nei confronti di Laurel. Bonnie, che mostra in modo evidente di essere innamorata del marito di Annalise, deve trovare un modo per far dichiarare invalida la confessione di Rebecca. Alla fine Wes convince Rebecca che è necessario che gli altri sappiano cosa c’è sul cellulare di Lila. Dopo questo, Rebecca comincia a fidarsi di lui. Scoprono che c’è una foto di un pene (che Annalise riconosce come quello di Sam

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, senza dirlo agli altri) sul cellulare.
Dopo l’assassinio di Sam, Michaela comincia a dare di matto e Asher si presenta sulla scena del crimine arrabbiato per aver perso il trofeo. Connor va a casa di Oliver dopo che si sono liberati del corpo, dando di matto nel corridoio, realizzando davvero cosa hanno appena fatto.
Annalise accetta il caso di un teenager che è stato accusato dell’omicidio del suo violento padre, mentre Wes le chiede quando ha intenzione di consegnare il cellulare alla polizia. Annalise scopre come Bonnie è riuscita a farsi dare la confessione di Rebecca e Laurel mette a repentaglio la sua carriera rischiando di andare in prigione per aiutare nel caso. Annalise si confronta con Sam sulla sua relazione con Lila. Presto porteranno Rebecca per una valutazione psichiatrica di routine per scoprire se sapeva con chi Lila stava avendo una relazione, ma Rebecca scappa appena scopre che la foto trovata sul telefono è di Sam, a causa della stessa carta da parati della foto e della stanza da letto di Annalise. Laurel e Frank si fronteggiano testa a testa per combattere i loro sentimenti, mentre Bonnie non sa cosa fare dopo aver assistito al litigio tra Annalise e Sam.
I quattro studenti di legge cercano di capire come riportare l’arma del delitto a casa di Annalise. Laurel risponde ad una chiamata di Frank per rafforzare il loro alibi dicendo di essere alla festa. Dopo che Michaela da’ di matto e non può fare più altro per aiutare, Laurel decide di chiedere aiuto a Frank.
Annalise trova finalmente il modo di far ritirare la condanna a morte di un uomo, condannato oltre 20 anni prima, provando alla giuria soltanto ora la sua innocenza. Wes non va più a lezione, così Frank cerca di trovare Rebecca in modo tale da farlo ritornare. Annalise e la squadra si preparano per la grande udienza e cercano di capire come è stato incastrato il loro cliente. Durante il processo Annalise è rimproverata su come il suo caso si basi su circostanze, ma nonostante le discussioni, il loro cliente è finalmente libero. Frank mette il cellulare di Lila nella macchina del suo ragazzo, Griffin, che di conseguenza viene arrestato; soltanto Nate sa dell’imbroglio. Annalise mostra a Sam quello che ha fatto per lui dicendo che il suo bisogno di lui è stata l’unica ragione che l’ha portata ad agire in questo modo.
Asher si rende conto di non avere più il trofeo che era nel suo appartamento e va alla ricerca dei suoi compagni convinto che siano stati loro ad averglielo sottratto. Nel frattempo riceve una telefonata da Bonnie che gli chiede di incontrarsi. I due vanno a letto insieme e in seguito Bonnie riceve una telefonata da Annalise, che le chiede se Sam sia con lei. Alla sua risposta negativa l’avvocatessa teme che sia successo qualcosa di terribile al marito.
Annalise continua ad affrontare il caso di Rebecca per l’omicidio di Lila quando scoprono che l’avvocato di Griffin ha fatto trapelare informazioni ai tabloid per mettere in cattiva luce Rebecca, fatto che ebbe come conseguenza un ordine di non divulgazione (gag order). Michaela si imbatte in un colloquio di lavoro con un prestigioso studio legale, solo per scoprire che sono stati i suoi futuri suoceri a convocarla per discutere dell’accordo prematrimoniale. Gli avvocati difensori di Griffin vogliono riesumare il cadavere di Lila per accumulare prove della colpevolezza di Rebecca, il che dà luogo ad un accordo tra il procuratore e Annalise, che vogliono entrambe evitarla. Tuttavia, la procura attua il doppio gioco e Asher va a letto con una loro impiegata per scoprirne il motivo. In seguito, il giudice ordina la riesumazione del cadavere di Lila. Dopo l’esame, il caso per Rebecca viene rinforzato dal fatto che i segni sul collo di Lila sono solo morsi d’insetto, ma si aggiungono ulteriori problemi, e Sam si desta quando viene scoperto che Lila era incinta di sei settimane quando morì.
Wes si reca a un motel per ripulire Rebecca dal sangue dopo l’omicidio di Sam, momento nel quale la ragazza rivela il desiderio di prendersene la colpa, dato che è già coinvolta nel processo per l’omicidio di Lila, e quindi finirebbe già in prigione.
Annalise accetta il caso di una donna in carriera e madre che apparentemente uccise la tata dei figli mentre camminava nel sonno sotto l’effetto delle sue pillole sonnifere. Michaela incontra la sua futura suocera per discutere dell’accordo prematrimoniale che si rifiuta di firmare. Laurel, avvicinandosi sempre di più a Frank, scopre che ha una ragazza. Bonnie confessa ad Annalise che Sam sapeva che Lila fosse incinta dopo che lui si era recato da lei ed aveva provato a convincerla di tenerlo segreto baciandola, così Annalise licenzia Bonnie e la caccia da casa sua. Wes rivela che l’uomo che Rebecca sta aiutando è l’amante di Annalise, e la cosa porta ad una grande lite. Rebecca scappa furtivamente per cercare da sola prove incriminanti contro Sam, portandosi in pari con gli eventi delle scene nel presente.
Rebecca e Lila si incontrano segretamente sul tetto della casa della sorellanza, dove Lila non solo le rivela va a letto con Sam (da lei chiamato Mister Darcy), ma le mostra anche le foto sul suo cellulare. Quando Sam dice di volere rompere con lei, Lila va a casa di Annalise per svelare la verità a proposito della relazione ma viene fermata da Bonnie, la notte in cui venne uccisa.
Rebecca si intrufola in casa Keating per rubare dati dal portatile di Sam che potrebbero presumibilmente assolverla. Wes capisce dove si è recata Rebecca, e la raggiunge insieme a Connor e Laurel con i quali si doveva vedere per un gruppo di studio. Allo stesso tempo, arriva Michaela per restituire il trofeo che aveva rubato ad Asher e le apre Sam, ubriaco dopo aver brutalmente litigato con Annalise, la quale ha infine raggiunto il momento critico alla luce del coinvolgimento del marito nell’omicidio di Lila Stangard. Sam scopre Rebecca curiosare per la casa e, capendo le sue intenzioni, la insegue fino al piano di sopra, dove scoppia una colluttazione. La lotta si sposta nel corridoio, e cercando di proteggere Laurel, Michaela spinge Sam oltre la balaustra, che cade sul pavimento di sotto. Sam è creduto morto e Rebecca, Wes, Michaela, Connor e Laurel riflettono sulla prossima mossa, ma poi vedono Sam che improvvisamente attacca Rebecca cercando di strangolarla. Wes colpisce Sam sulla testa con il trofeo, uccidendolo. Mentre fuggono nel bosco, il gruppo decide di ritornare alla casa per prendere il corpo di Sam e distruggerne ogni traccia. Wes ritorna anche per riportare il trofeo nel tentativo di dissimulare l’arma del delitto. Annalise si reca da Nate in preda al panico, dicendo che si è scontrata con Sam a proposito della gravidanza di Lila e l’imminente risultato del test del DNA, temendo che lui possa essere fuggito. I due passano la notte insieme, in seguito alla quale Annalise lascia la casa di Nate e telefona a Sam. Lascia un commosso messaggio, dicendo che le dispiace del loro litigio, che lo ama ancora, e lo supplica di tornare a casa cosicché possano risolvere i loro problemi. Gli studenti portano il cadavere di Sam nel bosco, lo bruciano, distruggono i resti e li mettono in sacchi dell’immondizia. Poi li gettano in un cassonetto e se ne vanno. Un flashback alla fine mostra la precedente scena nella quale Wes ritorna alla casa per riportare il trofeo e scusarsi con il corpo senza vita di Sam, solo per scoprire Annalise seduta dietro alla scrivania, rivelando la sua complicità nell’omicidio del marito.
Annalise archivia una pratica di Persona Scomparsa su Sam, facendo sembrare che Sam sia fuggito per aver ucciso Lila. I Keating Four non sono sicuri di cosa Annalise sappia del loro coinvolgimento nell’omicidio di Sam e delle sue intenzioni nell’aiutarli ad evitare di essere scoperti. Annalise riesce a convincere la corte che Rebecca non ha niente a che fare con la morte di Lila, ma piuttosto trasferisce la colpa su Sam. Rebecca è assolta da ogni accusa. Connor e Michaela contemplano l’idea di costituirsi e incolpare Wes e Rebecca dell’omicidio di Sam. Discutono con Laurel se lei voglia far parte del piano, o altrimenti venderanno anche lei. Laurel finge di essere d’accordo, invece lo dice a Wes e Annalise. Come risposta, Annalise spiega che costituirsi non farà nient’altro che peggiorare la situazione. Giura di proteggerli per sempre e dice loro di dover fidarsi di lei. Annalise racconta a Frank ciò che è successo veramente a Sam. Alla fine, Connor chiama Annalise facendole sapere che la sorella di Sam, Hannah, una psicologa, si trova in città e rifiuta di credere che Sam abbia ucciso Lila.
La cognata di Annalise, Hannah Keating, arriva a Middleton, disperatamente desiderosa di risposte sulla presunta scomparsa di Sam. Inquieta del disdegno di Hannah per lei, Annalise la evita e si focalizza invece sul caso di Jackie Wilson, una donna il quale marito ha abusato sessualmente di lei e di altre due giovani donne rapite e nascoste nel seminterrato della loro casa, mentre Wes, Connor, Laurel, MIchaela e Asher sono moralmente indignati nel difenderla. Annalise e Bonnie stanno dalla parte di Jackie per farle ottenere un patteggiamento (plea deal). Laurel confida a Frank che comincia a innervosirsi del loro insabbiamento, soprattutto a causa dell’abbondanza di prove forense lasciate nel SUV di Connor, e così, mentre Connor passa del tempo con Oliver, Frank ruba la macchina e la distrugge. Si scopre poco dopo che Jackie non è una vittima innocente, e che rubò la figlia apparentemente morta di una delle ragazze sequestrate, e sta segretamente crescendo la bimba. Quindi Annalise abbandona il caso e tradisce Jackie, lasciandola a scontare il lungo periodo in prigione per i suoi crimini. Nel frattempo Hannah, che ha seguito Annalise, la fronteggia e le chiede di dirle la verità sulla scomparsa di Sam. Annalise ammette di aver mentito alla polizia riguardo alla relazione di Sam con Lila, ma sostiene di non sapere niente sulla posizione di Sam, e ciò sembra soddisfare l’ostinazione di risposte di Hannah. Wes ritorna a casa per vedere in diretta sul notiziario che i resti di Sam sono stati identificati in una discarica.
Durante le vacanze natalizie, molti dei personaggi sono sentimentalmente instabili dopo la notte dell’omicidio. Annalise si chiude in una stanza d’albergo, bevendo grandi quantità di vodka ogni giorno; Wes non riesce a dormire senza essere svegliato da vividi e spaventosi incubi; Connor capisce infine di voler stare con Oliver; il fidanzato di Michaela posticipa il matrimonio; e Laurel va a letto sia con Kan sia con Frank e viene cacciata dalla casa dei genitori.
Quando i resti di Sam vengono scoperti, la polizia sospetta che Annalise è in qualche modo coinvolta nella sua morte, con la sorella di Sam, Hannah, che accusa immediatamente Annalise dell’omicidio. Frank avverte Laurel che lei, Wes, Connor e Michaela non possono più contattare Annalise dato che il suo cellulare è controllato dalla polizia. Hannah racconta al giudice che Annalise una volta minacciò di uccidere Sam e ciò è sufficiente per rilasciare un mandato per ispezionare la sua casa, ma non vengono trovate prove. Bonnie affronta Annalise dicendo che lei sa che i Keating Four sono stati quelli che hanno ucciso Sam e la mette in guardia sul fatto che proteggerli potrebbe rovinare la sua carriera. Alla fine dell’episodio, i poliziotti interrogano Annalise dopo aver trovato l’anello di Sam, che Wes aveva rimosso dal dito del cadavere prima di bruciare il corpo nel bosco. Si scopre che Annalise ha incaricato Frank di irrompere a casa di Nate e incastrarlo per l’omicidio rimuovendo le sue impronte digitali da un bicchiere e posizionandole sull’anello. I poliziotti arrestano quindi Nate per l’omicidio di Sam. I Keating Four sono scioccati quando Nate è accusato del delitto commesso da loro, ma Michaela nota “Lei sta facendo quello che ha detto avrebbe fatto. Si sta occupando di noi.” Annalise, distesa sul suo letto e pervasa dal senso di colpa, chiama sua madre in aiuto.
Ophelia, la madre di Annalise, arriva a Middleton e passa qualche giorno insieme alla figlia. Le due donne parlano del tormentato passato di Annalise che era stata violentata dallo zio quando era bambina e solo adesso scopre che la madre aveva incendiato volontariamente la sua casa con lo zio all’interno per ucciderlo dopo averlo scoperto. Mentre Annalise è troppo provata in seguito all’arresto di Nate, Bonnie si occupa di un nuovo caso al suo posto: un caso di stupro di un’infermiera ai danni di un suo paziente. Nonostante all’inizio appaia in difficoltà, alla fine Bonnie vince la causa dimostrando che la presunta vittima voleva incastrare la sua cliente insieme al legale dell’ospedale che era il suo amante allo scopo di ottenere un grosso risarcimento. Wes comincia a sospettare che Rebecca possa essere in realtà coinvolta nell’omicidio di Lila e indaga sul caso di Rudy, il precedente coinquilino del suo appartamento. Wes scopre che i due casi sono collegati perché Rudy è stato arrestato la stessa notte della morte di Lila e rinchiuso in un ospedale psichiatrico. Wes e Laurel fanno visita a Rudy all’ospedale e lo trovano in stato di shock, quando gli mostrano una foto di Rebecca chiedendogli se la conoscesse lui riesce a dire solo una parola: “bagnata” che Wes collega subito al serbatoio in cui è stato trovato il cadavere di Lila. Intanto inizia il processo a Nate per l’omicidio di Sam e Annalise riesce a passargli un biglietto in cui gli dice di licenziare il suo avvocato e di chiamare un numero telefonico.
Connor e Oliver, prima di riprendere la loro relazione, vanno entrambi a fare il test per l’AIDS. Annalise si occupa di un nuovo caso, un prete che ha ucciso un altro prete dopo aver scoperto, tramite una sua confessione, che quest’ultimo ha abusato sessualmente di un ragazzo fino a spingerlo al suicidio. Il prete si rifiuta di violare il segreto confessionale per rivelare i motivi del suo delitto e ottenere così una riduzione della pena e rifiuta anche l’aiuto della donna che ama, dichiarandosi così colpevole di omicidio di primo grado e finendo in galera. Annalise fa di tutto per tirare fuori Nate di prigione, facendolo anche aggredire da altri carcerati tramite Frank allo scopo di ottenere una nuova udienza preliminare ma il suo piano fallisce poiché il giudice rifiuta e lo mette in isolamento. Annalise quindi fa in modo di ricusare il giudice del suo caso facendola parlare con Asher e ottiene infine il rilascio di Nate su cauzione. Wes e Laurel sono sempre più sospettosi su Rebecca e lo dicono anche a Connor e Michela. I quattro quindi vanno a casa di Rebecca, aspettano che torni e la affrontano chiedendole se ha ucciso Lila e tutti i dettagli di quella notte. Rebecca rifiuta di rispondere e li minaccia di chiamare il poliziotto che li ha visti uscire da casa di Annalise la notte in cui fu ucciso Sam e che Annalise e Frank hanno fatto in modo di trasferire in Delaware. I quattro chiamano Annalise, che scopre che i suoi studenti hanno legato e imbavagliato Rebecca chiudendola nel bagno.
Una serie di flashback comincia a rivelare cosa è veramente successo la notte in cui Lila è stata uccisa. Quel giorno Lila e Rebecca avevano litigato. Lila aveva incolpato Rebecca di tutti i suoi problemi e le aveva detto di non volerla più vedere. Lila voleva tornare con Griffin e Rebecca le diceva che lui non era un bene per lei. Più tardi Rebecca e Griffin si erano visti ad una festa, si erano drogati e si erano baciati. Erano andati nella camera di Griffin e Rebecca aveva preso il suo telefono e mandato un messaggio a Lila dicendole di recarsi da lui. Lila aveva quindi scoperto i due a fare sesso e aveva attaccato Rebecca, e infine se ne era andata urlando che non avrebbe più voluto rivederli e Rebecca aveva sorriso.
Annalise costringe i Keating Four a inscenare un processo in cui ognuno di loro deve cercare di dimostrare che Rebecca ha ucciso Lila. Rebecca è poco collaborativa ma alla fine riesce a convincere Wes che lei non è colpevole anche se si era imbattuta nel cadavere di Lila mentre la cercava e si era nascosta con il cadavere nel serbatoio dell’acqua temendo di essere vista e incolpata dell’omicidio. Gli altri tre non le credono ma alla fine dei loro discorsi, Annalise non trova credibili le loro affermazioni perché tutte ipotetiche e non supportate da prove. Decide quindi di liberare Rebecca che nel frattempo era stata portata in cantina ma scopre che era già stata liberata da qualcuno ed era scappata. Michaela si ubriaca in un bar, dove Laurel le rivela che aveva lei il suo anello di fidanzamento e che lo aveva nascosto in modo tale che lei non andasse alla polizia per timore che l’anello fosse trovato sul luogo del delitto. Connor torna a casa trovando Oliver che piange, essendo risultato positivo al test dell’HIV. Wes crolla non sapendo più a cosa credere e Annalise lo consola e lo rassicura dicendogli che loro devono credere che Sam ha ucciso Lila perché è l’unica teoria che ha un senso e che consentirebbe loro di andare avanti. Quando Wes se ne va Annalise incontra Frank nella cantina e i due parlano di cosa fare con Rebecca, che si scopre essere morta con il suo cadavere nascosto tra le scatole. Entrambi negano di aver commesso l’omicidio nonostante sospettino l’uno dell’altro.
Attraverso i flashback si scopre la verità sull’omicidio di Lila. Sam è a New Haven per la conferenza quando riceve la telefonata di Lila che lo minaccia di dire tutto ad Annalise se lui non fosse tornato immediatamente. Sam quindi torna a Middleton mentre Lila va a casa di Annalise ma le apre Bonnie che le dice di andarsene. Sam raggiunge Lila sul tetto della Kappa Kappa Teta e la trova molto scossa per il fatto che Griffin l’aveva tradita e che Sam voleva chiudere la loro storia. Per calmarla e fare in modo che non dicesse di lui a nessuno Sam è costretto a dirle che lui ama solo lei, che non ama più Annalise e che lo avrebbe detto alla moglie quella sera stessa, ma appena va via dal tetto chiama da un telefono pubblico Frank dicendogli di uccidere Lila dato che lui glielo deve. Così, Frank indossando dei guanti strangola Lila e butta il suo corpo nel serbatoio.

Tommaso Natale-Cardillo

Coordinate: 38°11′35.88″N 13°17′10.95″E / 38.193301°N 13.286376°E38.193301; 13.286376
Tommaso Natale-Cardillo è la quarantottesima unità di primo livello di Palermo

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, formata da due aree: Tommaso Natale e Cardillo site nella zona nord della città. Ricade nella VII Circoscrizione. Ha una superficie di 7,816140 km²

Tommaso Natale si trova tra i quartieri di Mondello, Sferracavallo e Partanna Mondello, tra le falde di Monte Gallo e quelle di Monte Billiemi. Da alcuni anni è stato aperto uno svincolo autostradale proprio all’altezza del quartiere che prende il suo nome.
La toponomastica del sito trae origine in onore del marchese di Monterosato Tommaso Natale, noto giurista e filologo palermitano che era proprietario della villa tuttora esistente. Il prospetto della parrocchia di S. Giovanni Battista si deve all’architetto Francesco Paolo Palazzotto nei primi anni del XX secolo.
Tommaso Natale fa parte della Piana dei Colli, la zona a nord della città di Palermo in cui nobili e ricchi borghesi edificarono ville, a partire dalla fine del XVII secolo. Fu proprio attorno al baglio del giurista Tommaso Natale che si sviluppò l’abitato ed è il motivo per cui venne intitolato a lui il quartiere.
L’area del quartiere denominata Cardillo invece, è conosciuta soprattutto per la stazione ferroviaria (posta sulla linea per Trapani) e per la Villa Alliata, originariamente un baglio, trasformato nella seconda metà del Settecento in residenza di villeggiatura oltre che centro di produzione agricola. Nella zona è presente la chiesa di Santa Silvia; vi è, inoltre, un centro commerciale. Il nome si deve a Domenico Cardillo, magistrato palermitano insignito nel 1772 del titolo di marchese.
Villa Alliata ha conosciuto dopo gli anni sessanta, come molte residenze nobiliari palermitane, un periodo di abbandono e frammentazione; solo oggi grazie alla determinazione di Stefania Alliata, ultima erede del settecentesco complesso, e all’investimento della storica famiglia di imprenditori Lodetti, la villa è stata restituita alla sua bellezza originaria.
A questa efficace sinergia di passione e volontà si deve il restauro e la valorizzazione di tutto il complesso che, col sostegno dei fondi europei (P.O.R. Sicilia 2000/2006 – misura 2.03) è stato anche arricchito di strutture tecnologiche multimediali che lo rendono all’avanguardia in ambito artistico e ricettivo.
Il Centro d’Arte Piana dei Colli, allestito al primo piano della Villa, si presenta quindi come esempio raro in Sicilia di connubio felice tra arte e imprenditoria e come esperimento di investimento privato nel settore delle arti e del turismo culturale. Questo spazio innovativo fonda oggi la sua identità culturale proprio sull’incontro tra la multimedialità dell’allestimento espositivo (Led Engineers) e le risorse storico-artistiche del contenitore espositivo. La villa presenta una struttura su due elevazioni intorno a un cortile centrale. Di particolare interesse il piano terrazzato e il giardino che ospita la cappella e le scuderie. All’interno è anche di interesse la cappella della Madonna delle Lettera, elevata in onore di Letteria Cardillo, che ospita un pregevole altare ligneo del ‘700. Villa Alliata Cardillo ospita infatti il Centro d’Arte Piana dei Colli.

Catalogo RCA Italiana

Voce principale: RCA Italiana.
Questa voce riporta il catalogo dei dischi pubblicati dalla RCA Italiana.

Tutte le informazioni riguardanti i dischi, compreso il numero di catalogo e la datazione provengono dai supporti fonografici dell’archivio della Discoteca di stato italiana. Molti dischi della RCA Italiana non hanno alcun riferimento alla loro data di pubblicazione. Esiste però un metodo per risalire all’anno di emissione in base al codice della matrice, sempre stampato sull’etichetta.
A partire dal 1985, a causa dell’inglobamento della RCA Italiana da parte della tedesca BMG-Ariola (per avvenuta cessione della casa madre americana nel 1983), la numerazione delle matrici stampate in Italia verrà progressivamente sostituita col numero di catalogo del disco seguito dai caratteri “/A” o “/B” per indicarne il lato.
Si riporta di seguito la tabella di corrispondenza tra i codici delle matrici e gli anni di prima stampa in vinile:

Per gli album pubblicati negli anni cinquanta è stata mantenuta la distinzione tra i 25 cm e i 30 cm.
Nei decenni successivi il supporto 25 cm non verrà più pubblicato per i suoi problemi tecnici, in particolare perché il suo solco eccessivamente stretto rendeva difficoltosa la lettura da parte della puntina del giradischi.

Gli album con doppia sigla (LPM/LSP) sono stati pubblicati in doppia versione, mono (con la prima sigla) e stereo (con la seconda).

Tra il 1974 e il 1975 la RCA pubblicò alcuni dischi di jazz e musica sperimentale con etichetta Vista mantenendo, però, la numerazione RCA, per cui sono stati inseriti in questa lista; lo stesso discorso vale per gli album con etichetta RCA Milano, che seguono la stessa numerazione della casa madre e per questo sono anche inseriti in questa lista (il prefisso inizia con M invece di P)
Abbiamo inoltre suddiviso la produzione RCA Italiana degli anni settanta, per quel che riguarda i 33 giri, in tre parti

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, a seconda della sigla di catalogazione che mutò, cronologicamente, da PSL (a volte DPSL, ad esempio per quasi tutte le incisioni del 1973) a TPL e in seguito da TPL a PL

Negli anni sessanta la RCA creò una sezione particolare chiamata Special, con numerazione di catalogo a parte e prezzo economico (1.800 lire invece delle consuete 2.700 lire), che iniziò le pubblicazioni nel 1965 con due dischi registrati dal vivo allo Studio A, per poi proseguire con altri album.

I Qdisc furono una serie di emissioni della RCA Italiana che consisteva in dischi a 33 giri da 12″ contenenti solo 4/5 canzoni; la RCA li lanciò nell’ottobre 1980 e smise di produrli dopo soli quattro anni.
Il numero di catalogo dei Qdisc è contraddistinto dalla sigla “PG” (da sola o con altre lettere nel caso di etichette sussidiarie) nel prefisso, e da numerazione progressiva anch’essa differente da quella dei long-playing, almeno sino all’aprile 1983; in seguito, tale numerazione si riscontra solo sui Qdisc di etichette satelliti (come Numero Uno, It ecc.) o indipendenti, mentre quelli su etichetta RCA si uniformarono alla numerazione degli altri 33 giri (cambiata anch’essa nello stesso periodo), pur mantenendo il prefisso distinto “PG”. Esistono infine un paio di eccezioni, con marchio Qdisc ma senza sigla “PG”.
N.B.: I Qdisc di artisti stranieri (qui indicati con “PROMO”) sono dischi promozionali, appositamente compilati da RCA Italiana per il solo mercato italiano, e catalogati seguendo la numerazione di cui sopra, da cui l’inclusione in questo elenco. Di essi, alcuni hanno titolo o confezione simili ad altri dischi ufficiali dei medesimi artisti, ma contengono sempre uno o più brani differenti.

A72V 0231 e 0232 contengono brani di vari artisti dal film mister rock and roll. Cliff 1963

Nel 1961 l’alfanumerico EPA 30-XXX venne soppresso e sostituito dal nuovo PME 30-XXX; la numerazione progressiva di catalogo invece proseguiva. Ai nuovi titoli pubblicati come PME 30-XXX si affiancarono ristampe di vari (ma non tutti) titoli ex EPA 30-XXX, mantenendo uguale numerazione (esempio autentico: EPA 30-308 poi riclassificato come PME 30-308)

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.

(Lato A: dalla colonna sonora del film Il ragazzo sul delfino)
(lato A: sigla del programma televisivo “La donna che lavora”, 1959)
(colonna sonora dal film: Estate violenta)

Tra il 1959 e il 1961 l’alfanumerico N XXXX comprenderà ancora diverse ragioni sociali (RCA Italiana, RCA Victor, RCA Serie Europa e RCA Camden): dal 1961 in poi identificherà solo i singoli stampati su RCA Victor, alla cui discografia pertanto vi rimandiamo.
La catalogazione PM45-XXXX venne creata nel 1961 contestualmente ad alcune riorganizzazioni di numerazione nella vasta produzione RCA: in essa confluivano tutti i 45 giri singoli ex serie RCA Camden (codici 45CP-0004 —> 45CP-0127) oltre a 45 giri singoli di artisti italiani già pubblicati come RCA Victor/RCA Italiana/RCA Serie Europa (codici 45N-XXXX).
La nuova serie venne denominata RCA Victor – Serie Europa e i nuovi titoli pubblicati recarono inizialmente numerazione da PM45-0128 a PM45-0160 (i codici da PM-0004 a PM45-0127 erano semplicemente gli ex 45CP-XXXX RCA Camden); seguivano i codici da PM45-0003 a PM45-1166 provenienti dalla serie 45N-XXXX, con l’ esclusione però di una parte di titoli posti fuori produzione già negli anni precedenti.
Si decise infine di proseguire con il nuovo PM45-3000: la scelta del numero non era casuale e nella pratica doveva servire ad evitare confusione o sovrapposizioni con le altre numerazioni in corso (la 45N-XXXX in particolar modo)

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.
Nell’ ottobre 1962 seguì una modifica ulteriore. Dopo quella data si volle dare ai dischi in questione una catalogazione ancora più semplice e definitivamente svincolata dalla serie Rca Victor: la denominazione RCA Victor – Serie Europa venne pertanto soppressa e sostituita con la nuova e sola dicitura RCA Italiana, valida sia per i nuovi titoli pubblicati sia per le ristampe di quelli antecedenti all’ ottobre 1962.
Si noti bene che RCA Serie Europa (1959-1961 circa) e RCA Victor Serie Europa (1961-1962) non sono sinonimi ed hanno contraddistinto differenti parti del catalogo RCA.
(lato B: dal film Il tigre)
(lato B: sigla della trasmissione televisiva Partitissima)
(A,B: colonna sonora dal film I giorni dell’ira)
(lato A: colonna sonora dal film Il sesso degli angeli)
(primo 45 giri uscito con il nuovo logo RCA 1968)
Abbiamo suddiviso la produzione RCA Italiana degli anni settanta, per quel che riguarda i 45 giri, in tre parti, a seconda della sigla di catalogazione che mutò, cronologicamente, da PM a TPBO e – in seguito – da TPBO a PB.

Tra il 1974 e il 1976 la RCA Italiana cambia l’alfanumerico di catalogo. La parte letterale è TPBO (TBBO per i singoli edìti su etichetta RCA Original Cast di colore arancione, TPJB per quei quarantacinque giri destinati ai juke-box e distribuiti con etichetta bianca – con dicitura Campione non commerciabile sotto il logo RCA – e copertina forata o standard, sempre forata), quella numerica è 1XXX; li abbiamo concentrati in un’unica lista per evitare dispersioni e / o confusioni.

Nemanja Vidić

Nemanja Vidić (in serbo Немања Видић?; Užice, 21 ottobre 1981) è un ex calciatore serbo, di ruolo difensore.

Difensore centrale dotato di grande carisma, dalla buona prestanza fisica e abile nel gioco aereo.
È cresciuto calcisticamente nelle giovanili della Stella Rossa di Belgrado. Ha fatto il suo esordio nel calcio professionistico con la maglia dello Spartak Subotica, rientrando poi alla società della capitale con cui si è aggiudicato un campionato e 2 coppe nazionali

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. Per le stagioni 2004 e 2005 ha difeso i colori dello Spartak Mosca, venendo eletto “giocatore serbo dell’anno”.
Nel gennaio 2006 passa al Manchester United, dopo essere stato seguito anche dalla Fiorentina. Insieme a Ferdinand formerà una delle migliori coppie di centrali difensivi del campionato inglese. Nel 2008 si laurea campione d’Europa e del mondo, segnando anche una rete ai giapponesi del Gamba Osaka nella semifinale del torneo

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. In finale, viene invece espulso al 48′ per una gomitata ad un avversario. Al termine della stagione 2008-09 disputa nuovamente la finale di Champions League, con il Manchester sconfitto dal Barcellona; nel ritorno degli ottavi, era stato autore di un gol all’Inter.
Nominato capitano per il ritiro di Neville

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, nella stagione 2010-11 scende ancora in campo nell’ultimo atto della massima competizione europea: la sua squadra viene nuovamente battuta dai blaugrana.
A febbraio 2014, lo stesso giocatore annuncia il suo addio tramite un comunicato pubblicato sul sito ufficiale: il 5 marzo successivo, firma infatti un precontratto con l’Inter. Durante la sua ultima annata in Premier League, ha ricevuto due cartellini rossi.
Con l’apertura della stagione 2014-2015, diviene ufficialmente un giocatore nerazzurro. L’inizio della sua esperienza è caratterizzato da vari episodi controversi, tra cui l’espulsione al debutto in A e l’allontanamento da un ritiro. Segna la prima rete nel campionato italiano alla decima presenza, in Inter-Genoa 3-1.
L’infortunio alla schiena e la conseguente operazione lo tengono fuori dai campi

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, inducendo la società a non inserirlo tra i componenti della rosa per la stagione 2015-2016. Il 18 gennaio 2016 rescinde di comune accordo con la società nerazzurra il proprio contratto.
Il 29 gennaio 2016 annuncia il suo ritiro dal calcio giocato.
Esordisce in Nazionale il 12 ottobre 2002, in una gara contro l’Italia. Conta 56 presenze e 2 reti, entrambe realizzate in amichevoli.
Nell’ottobre 2011 ha ufficializzato l’addio alla Nazionale, a 30 anni compiuti.
Statistiche aggiornate al 29 gennaio 2016.
Altri progetti

Timi Yuro

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, nome d’arte di Rosemarie Timotea Aurro (Chicago, 4 agosto 1940 – Las Vegas, 30 marzo 2004), è stata una cantante statunitense di genere pop, soul e R&B.
Nata da genitori italiani originari del Molise – Rocchetta a Volturno, si sposta giovanissima con la famiglia a Los Angeles, dove si esibisce qualche volta nel ristorante aperto dai suoi. Sottoscrive un contratto discografico con la Liberty Records ed esordisce con Hurt (1961)

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, ballata in stile R&B lanciata da Roy Hamilton.
Il suo stile vocale potente ed emozionale ricorda quello di Dinah Washington, tanto che molti ascoltatori pensarono che Timi fosse una cantante di colore. Hurt arrivò al quarto posto della classifica americana di vendite e fu portata al successo in Italia cinque anni più tardi da Fausto Leali con il titolo A chi

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?.
Il primo album, Make the World Go Away, risale al 1963 e contiene pezzi country e standard melodici, reinterpretati in chiave soul.
Si esibisce in numerose città statunitensi e partecipa come “spalla” alla tournée australiana di Frank Sinatra del 1962.
Nel 1965 viene invitata in Italia al Festival di Sanremo, al quale partecipa con due canzoni E poi verrà l’autunno e Ti credo. Tornerà nel 1968 con Le solite cose di Pino Donaggio.
Verso la fine degli anni sessanta, Timi passa dalla Liberty alla Mercury Records, ma la sua stella è ormai in declino.
Appena dopo il suo matrimonio (1969), decide di lasciare il mondo dello spettacolo. Nel 1976, il gruppo dei Manhattans rilancia Hurt in versione disco-music e molti disc jockey nel Regno Unito e nei Paesi Bassi utilizzano la sua voce campionata per alcuni remix di successo.
Yuro è incoraggiata a ricominciare, ma nei primi anni ottanta le viene diagnosticato un tumore alle corde vocali. Viene operata, ma perde la sua potente voce

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. Il suo ultimo disco, Timi Yuro sings Willie Nelson, risale al 1984. Il cancro tornerà ad aggredirla alla gola e Timi muore nella sua casa di Las Vegas nel marzo 2004.
Uno dei suoi più grandi fan fu Elvis Presley, che incise la sua personale versione di Hurt nel 1976 e si dice avesse sempre il suo tavolo personale prenotato nei locali di Las Vegas quando la cantante veniva ad esibirsi.

Storia della biologia

La storia della biologia traccia l’itinerario degli studi compiuti dall’uomo, sin dall’antichità e fino ai tempi moderni, intorno agli organismi viventi.

Sebbene il concetto di biologia come autonomo campo di studi sia stato usato a partire dal XIX secolo, le scienze biologiche hanno guadagnato un’identità propria fin dal formarsi di una tradizione di scienza medica e di storia naturale fin dai tempi di Aristotele (IV secolo a.C.) e Galeno (II-III secolo d.C.).
Più avanti, protagonisti di questo sviluppo furono studiosi musulmani come al-Jahiz, Avicenna, Avenzoar, Ibn al-Baitar e Ibn al-Nafis. Durante il Rinascimento in Europa e l’inizio dell’Evo moderno, il pensiero biologico fu rivoluzionato in Europa da un rinnovato interesse nell’empirismo e dalla scoperta di molti nuovi organismi. Figure centrali in questo movimento furono Vesalio e Harvey, che utilizzarono la sperimentazione e l’attenta osservazione della fisiologia, oltre a naturalisti come Linneo e Buffon, che cominciarono a classificare la diversità della vita e i reperti fossili, così come lo sviluppo e il comportamento degli organismi.
Lo sviluppo della microscopia rivelò il mondo precedentemente sconosciuto dei microrganismi, ponendo le basi per la teoria cellulare. La crescente importanza della teologia naturale, in parte una risposta alla richiesta della filosofia meccanicistica, incoraggiò la crescita della storia naturale, pur ancora ancorata ad una prospettiva teleologica.
Nei secoli XVIII e XIX, scienze biologiche come botanica e zoologia definirono sempre più la loro identità di discipline scientifiche e professionali. Lavoisier ed altri fisici iniziarono a collegare i mondi animati e inanimati attraverso la fisica e la chimica. Esploratori naturalisti come Alexander von Humboldt investigarono l’interazione tra gli organismi e l’ambiente circostante, e i modi con cui questa relazione dipende dalla geografia, gettando così le basi per la biogeografia, l’ecologia e l’etologia. I naturalisti iniziarono a rifiutare l’essenzialismo e a considerare l’importanza dell’estinzione e la mutevolezza delle specie.
La teoria della cellula fornì una nuova prospettiva sui fondamenti della vita. Questi sviluppi, così come i risultati dell’embriologia e della paleontologia, giunsero ad una sintesi fondamentale con la teoria di Charles Darwin dell’evoluzione per selezione naturale.
Sul finire del XIX secolo venne definitivamente abbandonata la teoria della generazione spontanea e si stabilì l’origine microbica delle malattie, sebbene il meccanismo della ereditarietà rimanesse un mistero. All’inizio del XX secolo, la riscoperta dell’opera di Gregor Mendel portò al rapido sviluppo della genetica da parte di Thomas Hunt Morgan e dei suoi studenti, mentre negli anni trenta la combinazione della genetica delle popolazioni e della teoria della selezione naturale condussero alla cosiddetta “sintesi neodarwiniana”.
Nuove discipline si svilupparono rapidamente, specialmente dopo che James Dewey Watson e Francis Crick avanzarono delle ipotesi sulla struttura del DNA. Dopo la definizione del dogma centrale della biologia molecolare e la decifrazione del codice genetico, la biologia fu separata tra biologia organica – riferita a organismi interi e gruppi di organismi – e biologia cellulare e molecolare. Alla fine del XX secolo, nuovi campi come genomica e proteomica stavano invertendo questo andamento, con biologi organici che utilizzavano tecniche molecolari e biologi molecolari e cellulari che investigavano le interrelazioni tra i geni e l’ambiente circostante.
La parola biologia è formata da due parole, dal greco, βίος (bios), che vuol dire “vita”, e il suffisso ‘-logia’, che vuol dire “scienza”, “conoscenza”, “studio”, basato sul verbo greco λεγειν, ‘legein’ = “selezionare” (da λόγος, ‘lògos’ = “parola”). Il termine biologia nel suo senso moderno pare sia stato introdotto indipendentemente da Karl Friedrich Burdach (nel 1800), Gottfried Reinhold Treviranus (Biologie oder Philosophie der lebenden Natur, 1802) e Jean-Baptiste Lamarck (Hydrogéologie, 1802). La parola appare nel titolo del terzo volume dei Philosophiae naturalis sive physicae dogmaticae (1766) di Michael Christoph Hanov.
Prima del termine biologia, vi erano molte parole usate per indicare lo studio di animali e piante. L’espressione “storia naturale” si riferiva agli aspetti descrittivi della biologia, sebbene essa includeva anche la mineralogia e altri campi non biologici. Dal medioevo al rinascimento, la cornice unificante della storia naturale era la “scala naturae” o “Grande Catena dell’Essere”. La filosofia naturale e la teologia naturale comprendevano la base concettuale e metafisica della vita vegetale ed animale, in relazione ai problemi del perché gli organismi esistano e si comportino in un certo modo, sebbene queste materie includessero anche ciò che ora è geologia, fisica, chimica ed astronomia. La fisiologia e la farmacologia (botanica) erano la periferia della medicina. Botanica, zoologia e, nel caso dei fossili, geologia rimpiazzarono la storia naturale e la filosofia naturale nei secoli XVIII e XIX, prima che il termine biologia fosse ampiamente adoperato.
I primi uomini trasmettevano la conoscenza sulle piante e sugli animali per aumentare le loro possibilità di sopravvivenza. Questo può aver incluso conoscenze di anatomia umana e animale, e aspetti del comportamento animale (come le migrazioni ). Tuttavia, uno dei più importanti punti di svolta nella conoscenza biologica avvenne con la Rivoluzione neolitica, circa 10.000 anni fa. Gli uomini prima addomesticarono le piante per la coltivazione, poi il bestiame per accompagnare le società sedentarie risultanti.
Le culture antiche della Mesopotamia, dell’Egitto, del subcontinente indiano e della Cina (tra le altre) possedevano sofisticati sistemi di conoscenza filosofica, religiosa e tecnica che comprendevano il mondo vivente, e miti della creazione spesso centrati su alcuni aspetti della vita. Tuttavia, le radici della moderna biologia risalgono di solito fatte alla tradizione secolare della filosofia greca antica.
I filosofi presocratici si posero molte domande sulla vita, ma produssero poca conoscenza sistematica di specifico interesse biologico, sebbene i tentativi degli atomisti di spiegare la vita in termini puramente fisici si sono ripresentati periodicamente lungo la storia della biologia. Tuttavia, le teorie mediche di Ippocrate e dei suoi seguaci, specialmente la teoria umorale, ebbero un impatto duraturo.
Il filosofo Aristotele fu il più influente studioso del mondo vivente dell’antichità classica. Sebbene il suo primo lavoro sulla filosofia naturale fosse speculativo, gli ultimi scritti biologici di Aristotele erano più empirici, concentrandosi sulla causazione biologica e la diversità della vita. Aristotele fece innumerevoli osservazioni sulla natura, specialmente sulle abitudini e gli attributi degli animali e delle piante del mondo attorno a lui, prestò rilevante attenzione anche nel categorizzare. Su tutte, Aristotele classificò 540 specie animali e ne dissezionò almeno 50. Egli credeva che fini intellettuali, cause formali, guidassero tutti i processi naturali.
Aristotele, e poi tutti gli studiosi occidentali dopo di lui fino al XVIII secolo, credevano che le creature fossero posizionate in una scala graduata di perfezione che risale dalle piante fino agli uomini: la scala naturae o Grande Catena dell’Essere. Il successore di Aristotele al Liceo, Teofrasto, scrisse una serie di libri sulla botanica, “La Storia delle Piante” – che sopravvissero come il contributo più importante dell’antichità alla botanica, anche nel medioevo.
Molti dei nomi di Teofrasto sopravvivono ai tempi moderni, come il termine “carpos” per la frutta, e “pericarpion” per la buccia dei semi. Plinio il Vecchio era anche noto per la sua conoscenza delle piante e della natura, e fu il più prolifico compilatore di descrizioni zoologiche.
Pochi studiosi nel periodo ellenistico sotto i Tolomei – in particolare Erofilo da Calcedonia ed Erasistrato di Chio – modificarono il lavoro fisiologico di Aristotele, anche praticando dissezioni e vivisezioni empiriche. Claudio Galeno divenne l’autorità più importante sulla medicina e sull’anatomia. Sebbene qualche atomista antico, come Lucrezio, avesse sfidato il punto di vista teleologico aristotelico, secondo il quale tutti gli aspetti della vita sono il risultato di un progetto o finalità, la teleologia (e, dopo l’ascesa del cristianesimo, la teologia naturale) sarebbero rimaste essenzialmente centrali nel pensiero biologico fino ai secoli XVIII e XIX. Ernst Mayr notò che “Nulla di qualche conseguenza reale avvenne in biologia dopo Lucrezio e Galeno fino al Rinascimento.” Le idee di storia naturale e medicina della tradizione greca sopravvissero, ma furono generalmente assunte acriticamente nell’Europa medievale.
Il declino dell’Impero Romano portò alla scomparsa e alla distruzione di molta conoscenza, sebbene i fisici ancora utilizzavano molti aspetti della tradizione greca nella loro attività pratica. A Bisanzio e nel mondo Islamico, molte delle opere greche furono tradotte in arabo e molte delle opere di Aristotele furono conservate.
Fisici, scienziati e filosofi medievali musulmani diedero contributi significativi alla conoscenza della biologia,tra i secoli VIII e XIII, periodo noto come “l’età dell’oro islamica” o “rivoluzione agricola musulmana”. In zoologia, per esempio, lo studioso afro-arabo al-Jahiz (781-869) descrisse primitive idee evoluzioniste come la lotta per la sopravvivenza, introdusse l’idea di una catena alimentare, e fu un primo aderente del determinismo ambientale. Il biologo curdo Al-Dinawari (828-896) è considerato il fondatore della botanica araba con il suo “Libro delle Piante”, nel quale egli descrisse almeno 637 piante e discusse il loro sviluppo dalla nascita alla morte, descrivendone le fasi della crescita e la produzione di fiori e frutti. In anatomia e fisiologia, il fisico persiano Rhazes (865-925) condusse un primo esperimento per confutare la teoria di Galeno degli umori.
Nella medicina sperimentale, il fisico persiano Avicenna (980-1037) introdusse prove cliniche e la farmacologia clinica ne “Il Canone della Medicina”, rimasto un testo d’autorità nell’educazione medica europea fino al XVII secolo.
Il fisico arabo andaluso Avenzoar (1091-1161) fu un primo praticante della dissezione empirica e dell’autopsia, che condusse per provare che la scabbia, una malattia della pelle, era causata da un parassita, una scoperta che sconvolgeva la teoria degli umori. Egli introdusse anche la chirurgia sperimentale, in cui si effettua una verifica sugli animali per sperimentare tecniche chirurgiche prima di usarle sugli esseri umani.
Durante una carestia in Egitto nel 1200, Abd-el-latif osservò ed esaminò un gran numero di scheletri, e scoprì che Galeno aveva sbagliato sulla formazione degli ossi della mascella e dell’osso sacro.
All’inizio del secolo XIII, il biologo arabo andaluso Abu al-Abbas al-Nabati sviluppò un primo metodo scientifico per la botanica, introducendo tecniche empiriche e sperimentali per la verifica, la descrizione e l’identificazione di numerose materie mediche, e la separazione di relazioni non verificate da quelle supportate da verifiche e osservazioni effettive.
Il suo discepolo Ibn al-Baitar (d. 1248) scrisse un’enciclopedia farmaceutica descrivendo 1.400 piante, cibi e droghe, 300 dei quali erano sue proprie originali scoperte. Una traduzione latina della sua opera venne utilizzata da biologi e farmacisti europei nei secoli XVIII e XIX.
Il fisico arabo Ibn al-Nafis (1213-1288) fu un altro primo praticante della dissezione sperimentale e dell’autopsia, che nel 1242 scoprì la circolazione polmonare e la circolazione coronarica, che formano le basi del sistema circolatorio. Egli descrisse anche il concetto di metabolismo, e confutò le teorie errate di Galeno e di Avicenna su quattro umori, pulsazione, ossa, muscoli, intestino, organi di senso, canali biliari, esofago e stomaco.
Durante l’alto medioevo, pochi studiosi europei come Ildegarda di Bingen, Alberto Magno e Federico II ampliarono il canone di storia naturale. La crescita delle università europee, sebbene importante per la fisica e la filosofia, ebbe poco impatto sullo studio della biologia.
Il Rinascimento Europeo condusse a maggiore interesse sia nella storia naturale che nella fisiologia empiriche. Nel 1543, Andreas Vesalius inaugurò l’età moderna della medicina occidentale con il suo trattato di anatomia umana “De humani corporis fabrica”, basato sulla dissezione dei corpi. Vesalius fu il primo di una serie di anatomisti che gradualmente rimpiazzò lo scolasticismo con l’empirismo nella fisiologia e nella medicina, poggiandosi su esperienze di prima mano, piuttosto che sull’autorità e su ragionamenti astratti. Grazie all’erbalismo, la medicina fu anche, indirettamente, causa di rinnovato empirismo nello studio delle piante. Otto Brunfels, Hieronymus Bock e Leonhart Fuchs scrissero ampiamente sulle piante selvatiche, dando inizio ad un approccio basato sulla natura per l’intera gamma della vita vegetale. Anche i bestiari – un genere che combinava la conoscenza naturale e quella figurativa sugli animali – divennero più sofisticati, specialmente con l’opera di William Turner, Pierre Belon, Guillaume Rondelet, Conrad Gessner e Ulisse Aldrovandi.
Anche artisti come Albrecht Dürer e Leonardo da Vinci, spesso lavorando con naturalisti, si interessarono ai corpi degli animali e degli uomini, studiandone dettagliatamente la fisiologia e contribuendo alla crescita della conoscenza anatomica.
Le tradizioni dell’alchimia e della magia naturale, specialmente nell’opera di Paracelso, apportarono un ulteriore contributo alla conoscenza del mondo vivente. Gli alchimisti affrontavano problemi organici attraverso un’analisi chimica e sperimentavano liberamente sia con la farmacologia biologica che con quella minerale. Questo fu parte di una più vasta transizione nelle visioni del mondo (l’ascesa della filosofia meccanicista) che continuò nel XVII secolo, quando la metafora tradizionale della natura come organismo fu rimpiazzata dalla metafora della natura come macchina.
Estendendo il lavoro di Vesalius con esperimenti su corpi ancora vivi, sia di uomini che di animali, William Harvey ed altri filosofi naturali investigarono i ruoli del sangue, delle vene e delle arterie. Il “De Motu Cordis” di Harvey, nel 1628, fu l’inizio della fine per la teoria galenica, e, accanto agli studi di Santorio Santorio sul metabolismo, fu un importante modello per approcci quantitativi alla fisiologia.
All’inizio del XVII secolo, il micromondo della biologia stava appena iniziando ad aprirsi. Alcuni fabbricanti di lenti e filosofi naturali avevano creato rudimentali microscopi a partire dalla fine del XVI secolo, e nel 1665, Robert Hooke pubblicò il saggio “Micrographia” basato su osservazioni con un microscopio da lui stesso costruito. Ma fu solo a seguito dei notevoli miglioramenti apportati da Antony van Leeuwenhoek nella fabbricazione di lenti a partire dagli anni 1670 (che arrivarono a consentire un ingrandimento fino a 200 volte con una sola lente) che gli studiosi poterono scoprire spermatozoi, batteri, infusori e la straordinaria diversità della vita microscopica. Simili investigazioni condotte da Jan Swammerdam portarono nuovo interesse nell’entomologia e fondarono le tecniche basilari della dissezione e della colorazione microscopiche.
Mentre il mondo microscopico si stava espandendo, il mondo macroscopico si andava rimpicciolendo. Botanici come John Ray lavorarono per incorporare l’alluvione di organismi che continuamente venivano scoperti e trasportati via nave da tutto il globo in una tassonomia coerente, e in una coerente teologia (teologia naturale).
Il dibattito su un’altra alluvione, il Diluvio Universale, catalizzò lo sviluppo della paleontologia; nel 1669 Nicholas Steno (Nicola Stenone) pubblicò un saggio su come i resti di organismi viventi potessero essere stati intrappolati in strati di sedimenti ed essersi mineralizzati per produrre i fossili. Sebbene le idee di Stenone sulla fossilizzazione fossero ben note e molto dibattute tra i filosofi naturali, un’origine organica per tutti i fossili non fu accettata da tutti i naturalisti fino alla fine del XVIII secolo a causa del dibattito filosofico e teologico riguardo temi come l’età della Terra e l’estinzione. La sistematizzazione, nomenclatura e classificazione dominò la storia naturale per molta parte dei secoli XVII e XVIII.
Nel 1735 Carolus Linnaeus (Carlo Linneo) pubblicò una tassonomia di base per il mondo naturale (variazioni della quale sono state da allora utilizzate fino ad oggi), e negli anni 1750 introdusse nomi scientifici per tutte le specie. Mentre Linneo concepiva le specie come parti immutabili di una gerarchia progettata, l’altro grande naturalista del XVIII secolo, Georges-Louis Leclerc, Comte de Buffon, riteneva le specie come categorie artificiali e le forme viventi come mutevoli – suggerendo anche la possibilità di una discendenza comune. Sebbene contrario all’evoluzionismo, Buffon è una figura chiave nella storia del pensiero evoluzionista; la sua opera avrebbe influenzato le teorie evoluzioniste sia di Lamarck che di Darwin.
La scoperta e la descrizione di nuove specie e la raccolta di esemplari divenne una passione di gentiluomini dediti alle scienze ed un affare lucroso per imprenditori; molti naturalisti viaggiarono il mondo in ricerca di conoscenza scientifica ed avventura.
Fino al XIX secolo, lo scopo della biologia era ampiamente diviso tra la medicina, che investigava questioni di forma e funzione (per esempio, la fisiologia), e storia naturale,che riguardava la diversità della vita e le interazioni tra diverse forme di vita e tra vita e non vita. A partire dal 1900, molte di questi domini si sovrapposero, mentre la storia naturale (e la sua controparte filosofia naturale) avevano ampiamente dato modo a discipline scientifiche più specializzate – citologia, batteriologia, morfologia, embriologia, geografia, e geologia.
Nel corso dei suoi viaggi, Alexander von Humboldt mappò la distribuzione di piante attraverso i paesaggi e registrò una varietà di condizioni fisiche come pressione e temperatura.
Il viaggio di Widespread condotto da naturalisti all’inizio-la metà del XIX secolo risultò una moltitudine di nuove informazioni sulla diversità e la distribuzione di organismi viventi. Di particolare importanza fu l’opera di Alexander von Humboldt, che analizzò la relazione tra gli organismi e il loro ambiente (per esempio, il dominio della storia naturale) usando gli approcci quantitativi della filosofia naturale (per esempio, fisica e chimica). L’opera di Humboldt gettò le basi della biogeografia e ispirò molte generazioni di scienziati.
La più significativa teoria evoluzionista prima di quella di Darwin fu quella di Jean-Baptiste Lamarck, basata sull’ereditarietà delle caratteristiche acquisite (un meccanismo ereditario che era ampiamente accettato fino al XX secolo), che descriveva una catena di sviluppo dal più piccolo dei microbi agli uomini. Il naturalista britannico Charles Darwin, combinando l’approccio biogeografico di Humboldt, la geologia uniformitaria di Lyell, gli scritti di Thomas Malthus sulla crescita della popolazione, e la sua personale esperienza morfologica, creò una più efficace teoria evoluzionista basata sulla selezione naturale; simile evidenza condusse Alfred Russel Wallace a raggiungere indipendentemente le stesse conclusioni.
La pubblicazione, nel 1859, della teoria di Darwin nel libro “Sull’origine della Specie per mezzo della Selezione Naturale”, o “Preservation of Favoured Races in the Struggle for Life” è spesso considerato l’evento centrale nella storia della biologia moderna. La stabilita credibilità di Darwin come naturalista, il tono sobrio dell’opera, e la quantità di prove addotte, consentirono all’Origine della Specie di riuscire dove precedenti opere evoluzioniste (come l’anonimo “Vestiges of Creation”) avevano fallito.
La maggior parte degli scienziati furono convinti dell’evoluzione e della presenza di un progenitore comune dalla fine del XIX secolo. Tuttavia, la selezione naturale non sarebbe stata accettata come il principale meccanismo dell’evoluzione fino al XX secolo inoltrato, siccome la maggior parte delle principali teorie dell’eredità sembravano incompatibili con l’ereditarietà di variazioni casuali.
Wallace, seguendo le prime opere di de Candolle, Humbolt e Darwin, fornì maggiori contributi alla zoogeografia. A causa del suo interesse per l’ipotesi della transmutazione, prestò particolare attenzione alla distribuzione geografica si specie tra loro vicine, nei suoi lavori sul campo, prima in Sud America, e poi nell’arcipelago malese. Nell’arcipelago identificò la linea di Wallace, una linea che corre attraverso le Spice Islands, dividendo la fauna dell’arcipelago tra una zona asiatica e una zona australiana della Nuova Guinea. Alla sua domanda chiave, come mai le faune di isole con climi così simili potessero essere così diverse, poteva soltanto essere risposta considerando la loro origine. Nel 1876 egli descrisse la distribuzione geografica degli animali, che fu l’opera di riferimento standard per più di mezzo secolo, ed un seguito, Island Life, del 1880 che si concentrava sulla biogeografia dell’isola. Estese il sistema a 6 zone sviluppato da Philip Sclater per descrivere la distribuzione geografica degli uccelli ad animali di tutti i tipi. Il suo metodo di tabulazione di dati sui gruppi animali in zone geografiche sottolineava le discontinuità, e il suo apprezzamento dell’evoluzione gli consentiva di proporre spiegazioni razionali, che non erano mai state esposte prima.
Lo studio scientifico dell’ereditarietà ebbe notevoli impulsi sulla scia dell’Origine della Specie di Darwin e con l’opera di Francis Galton. L’origine della genetica coincide con il lavoro del 1866 del monaco agostiniano Gregor Mendel. Tuttavia, la sua opera non fu riconosciuta come significativa fino a 35 anni dopo. Nel frattempo, una varietà di teorie dell’ereditarietà (basate sulla pangenesi, ortogenesi, o altri meccanismi) furono dibattute ed investigate con forza. L’embriologia e l’ecologia inoltre divennero campi biologici centrali, specialmente correlati all’evoluzione e resi popolari grazie all’opera di Ernst Haeckel adidas sconto cap negozio online. La maggior parte dei lavori del XIX secolo sull’ereditarietà, tuttavia, non fu nel regno della storia naturale, ma in quello della fisiologia sperimentale.
Nel corso del XIX secolo, lo scopo della fisiologia si espanse notevolmente, sia in campo medico sia a una investigazione a più ampia scala dei processi fisici e chimici della vita – includendo piante, animali ed anche microorganismi in aggiunta all’uomo. Gli esseri viventi come macchine divennero una metafora dominante nel pensiero biologico e persino sociale.
Lo sviluppo della attrezzatura da laboratorio e i metodi sperimentali sviluppati da Louis Pasteur ed altri biologi contribuirono al giovane campo della batterologia alla fine del XIX secolo.
Gli avanzamenti nella microscopia ebbero anche un profondo impatto sul pensiero biologico. All’inizio del XIX secolo, un certo numero di biologi riconobbe l’importanza centrale della cellula. Nel 1838 e 1839, Schleiden e Schwann iniziarono a promuovere le idee che l’unità basilare degli organismi è la cellula e che le cellule individuali hanno tutte le caratteristiche della vita, sebbene essi avversarono l’idea che tutte le cellule derivino dalla divisione di altre cellule. Grazie al lavoro di Robert Remak e Rudolf Virchow, tuttavia, a partire dagli anni 1860 la maggior parte dei biologi accettarono tutti e tre i principi di ciò che iniziò ad essere conosciuta come teoria della cellula.
La teoria della cellula condusse i biologi a considerare gli organismi individuali come assemblaggi interdipendenti di cellule individuali. Gli scienziati nel campo in ascesa della citologia, forniti di microscopi sempre più potenti e di nuovi metodi di colorazione, presto trovarono che anche singole celle erano molto più complesse rispetto alle camere omogenee riempite di fluido descritte dai primi microscopisti. Robert Brown aveva descritto il nucleo nel 1831, e a partire dalla fine del XIX secolo i citologisti identificarono molti dei componenti chiave delle cellule: cromosomi, centrosomi, mitocondri, cloroplasti, ed altre strutture rese visibili attraverso la colorazione.
Tra il 1874 e il 1884 Walther Flemming descrisse gli stadi discreti della mitosi, mostrando che essi non erano artefatti della colorazione ma eventi che accadevano nelle cellule viventi, e inoltre che i cromosomi si raddoppiavano di numero appena prima che la cellula si dividesse e fosse prodotta una cellula figlia. Molta della ricerca sulla riproduzione cellulare confluì nella teoria di August Weismann sull’ ereditarietà: egli identificò il nucleo (in particolare i cromosomi) come il materiale ereditario, propose la distinzione tra cellule somatiche e cellule germ(arguing che il numero di cromosomi deve be halved for germ cells, un precursore del concetto di meiosi), ed adottò la teoria di Hugo de Vries su pangenes. Weismannism era estremamente influente, specialmente nel nuovo campo della embriologia sperimentale.
Dalla metà degli anni 1850 la teoria del miasma, quale causa delle malattie, fu ampiamente superata dalla teoria dei germi, suscitando ampio interesse nei microorganismi e nelle loro interazioni con altre forme di vita. Dagli anni 1880, la batteriologia iniziò a diventare una disciplina coerente, specialmente attraverso l’opera di Robert Koch, che introdusse metodi per sviluppare il numero di culture batteriche su gel di agar, contenenti specifici nutrienti in vetrini di Petri. L’idea di lunga data, che organismi viventi potessero facilmente originarsi da materia non vivente (generazione spontanea), fu attaccata in una serie di esperimenti condotti da Louis Pasteur, mentre i dibattiti tra vitalismo e meccanicismo (un argomento perenne a partire dai tempi di Aristotele e degli atomisti greci) si fecero sempre più serrati.
Louis Pasteur (1822-1895) fu colui che determinò la fine della teoria della generazione spontanea (e che contribuì alla nascita della medicina moderna). In particolare si ha memoria del suo ultimo dibattito tenutosi con i biologi del tempo, i quali non riuscivano a immaginare che gli esseri inferiori potessero nascere dalle uova (rettili) o dal genitore (mammiferi).
Per archiviare definitivamente l’argomento, i francesi accademici organizzarono un concorso nel quale si sarebbe scelta la teoria definitiva: la teoria della generazione spontanea o la teoria di Francesco Redi (primo fondatore della biologia). Pasteur per dimostrare la sua teoria prese un’ampolla contenente un infuso di erbe : sterilizzò il contenuto mettendo l’ampolla sul fuoco e infine allungò il collo rendendolo molto sottile. Il giorno del concorso Louis Pasteur spezzo il collo allungato, osservò al microscopio l’infuso, e come egli sapeva, non trovò nessun microbo. Infatti egli spiegò che non essendoci aria corrente abbastanza forte da poter spostare nel collo i microbi essi si erano tutti depositati su di esso. E così Louis venne proclamato vincitore e portò nella storia della biologia una delle più grandi scoperte della scienza.
In chimica, un tema centrale era la distinzione tra sostanze organiche e inorganiche, specialmente nel contesto di trasformazioni organiche come fermentazione e putrefazione. A partire da Aristotele queste erano state considerate essenzialmente dei processi biologici (vitali). Tuttavia, Friedrich Wöhler, Justus Liebig ed altri pionieri del campo in ascesa della chimica organica – portando avanti l’opera di Lavoisier – mostrarono che il mondo organico poteva spesso essere analizzato con metodi fisici e chimici. Nel 1828 Wöhler mostrò che una sostanza organica, l’urea poteva essere creata con mezzi chimici che non coinvolgono la vita, fornendo un potente argomento contro il vitalismo. Estratti di cellule (“fermenti”) che potevano effettuare trasformazioni chimiche furono scoperti, a partire dalla diastasi nel 1833, e dalla fine del XIX secolo il concetto di enzima fu ben definito, sebbene le equazioni della cinetica chimica non sarebbero state applicate alle reazioni enzimatiche fino all’inizio del XX secolo.
Fisiologi come Claude Bernard esplorarono, attraverso la vivisezione ed altri metodi sperimentali, le funzioni chimiche e fisiche dei corpi viventi, fino ad un grado mai sperimentato, gettando le basi dell’endocrinologia (un campo che si sviluppò rapidamente dopo la scoperta del primo ormone, la secretina, nel 1902), della biomeccanica e dello studio della nutrizione e della digestione.
L’importanza e la diversità dei metodi di fisiologia sperimentale, all’interno, sia della medicina, che della biologia, crebbero notevolmente nella seconda metà del XIX secolo. Il controllo e la manipolazione dei processi vitali divennero un concetto centrale, e l’esperimento fu posto al centro dell’educazione biologica.
All’inizio del XX secolo, la ricerca biologica era ancora svolta in gran parte nello stesso modo della storia naturale, con enfasi sull’analisi morfologica e la filogenetica, piuttosto che su spiegazioni causali basate su esperimenti. Tuttavia, fisiologi ed embriologi sperimentali anti vitalisti, specialmente in Europa, stavano diventando sempre più influenti. Lo spettacolare successo degli approcci sperimentali allo sviluppo, all’ereditarietà e al metabolismo negli anni 1900 e 1910 dimostrarono il potere della sperimentazione nella biologia. Nelle decadi successive, il lavoro sperimentale rimpiazzò la storia naturale come metodo prevalente di ricerca.
All’inizio del XX secolo, i naturalisti si confrontarono con una pressione crescente per aggiungere rigore e sperimentazione ove possibile, così come avevano fatto le nuove discipline biologiche basate sull’analisi di laboratorio. L’ecologia era emersa come combinazione di biogeografia con la teoria del ciclo biogeochimico portata avanti dai chimici; biologi di campo svilupparono metodi quantitativi come il “quadrat”, e adattarono strumenti di laboratorio e macchine fotografiche. Zoologi e botanici fecero quanto era in loro potere per mitigare l’imprevedibilità del mondo vivente, eseguendo esperimenti di laboratorio e studiando ambienti naturali parzialmente controllati come i giardini: nuove istituzioni come la Stazione di Carnegie per l’evoluzione sperimentale e il laboratorio biologico marino fornirono ambienti più controllati per studiare gli organismi durante i loro interi cicli vitali.
La teoria della successione ecologica, introdotta tra il 1900 ed il 1910 da Henry Chandler Cowles e Frederic Clements, fu una tappa importante nella prima formulazione formale dell’ecologia vegetale. Le equazioni di Alfred Lotka, preda-predatore, gli studi di G. Evelyn Hutchinson della biogeografia e struttura biogeochimica di laghi e dei fiumi (limologia) e gli studi di Charles Elton sulle catene alimentari animali furono i primi tra la serie di metodi quantitativi che colonizzarono le discipline ecologiche in via di sviluppo. L’ecologia divenne una disciplina indipendente tra gli anni quaranta e cinquanta, dopo che Eugene P. Odum sintetizzò molte delle teorie sull’ecologia degli ecosistemi, ponendo al centro dell’indagine le relazioni tra gruppi di organismi.
Negli anni 1960, mentre i teorici dell’evoluzione esploravano la possibilità di unità di selezione multiple, gli ecologisti, si volsero ad approcci evoluzionisti. Nell’ecologia delle popolazioni, il dibattito sulla selezione di gruppo fu breve ma vigoroso. Dal 1970, la maggior parte dei biologi convenne che la selezione naturale fosse raramente efficace al di sopra del livello di organismi individuali. L’evoluzione degli ecosistemi tuttavia divenne un campo di ricerca persistente. L’ecologia si espanse rapidamente con la crescita del movimento ambientale; il programma biologico internazionale tentò di applicare i metodi della scienza, così efficaci nelle scienze fisiche, all’ecologia degli ecosistemi e alle pressanti istanze ambientali, mentre tentativi indipendenti su minore scala come la biogeografia insulare e la foresta sperimentale di Hubbard Brook aiutarono a ridefinire le finalità di una disciplina che si diversificava in modo crescente.
L’illustrazione di Thomas Hunt Morgan del crossing over, parte della teoria dell’ereditarietà dei cromosomi di Mendel, segnò la cosiddetta riscoperta di Mendel: Hugo de Vries, Carl Correns, e Erich von Tschermak indipendentemente pervennero alle leggi di Mendel. Poco dopo i citologi, biologi cellulari

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, proposero che i cromosomi fossero materiale ereditario. Tra gli anni 1910 e 1915, Thomas Hunt Morgan e i “Drosophilisti” rafforzarono queste due idee, entrambe controverse, sulla teoria sull’ereditarietà detta del cromosoma mendeliano. Essi quantificarono il fenomeno del collegamento genetico e postularono che i geni risiedono nei cromosomi come “perline su una stringa”. Ipotizzarono che il crossing over spieghi i collegamenti, e costruirono mappe genetiche del moscerino della frutta, “Drosophila melanogaster”, divenne un organismo modello ampiamente utilizzato.
Hugo de Vries cercò di collegare la nuova genetica con l’evoluzione, attraverso ereditarietà e ibridazione, propose una teoria di mutazionismo che fu ampiamente accettata agli inizi del secolo XX. Anche il lamarckismo aveva molti aderenti, mentre il darwinismo fu visto incompatibile per via dei caratteri a variabilità continua studiati dai biometrici, che sembravano solo in parte ereditabili.
Negli anni 1920 e 1930, a seguito dell’accettazione della teoria dei cromosomi mendeliani, l’emergere della disciplina della genetica delle popolazioni, con l’opera di R.A. Fisher, J.B.S. Haldane e Sewall Wright, unificò l’idea di evoluzione per selezione naturale con la genetica mendeliana, producendo la sintesi moderna. L’ereditarietà dei caratteri acquisiti fu respinta, mentre il mutazionismo diede modo alle teorie genetiche di maturare.
Nella seconda metà del secolo le idee della genetica delle popolazioni iniziarono ad essere applicate nella nuova disciplina della genetica comportamentale, sociobiologia e specialmente negli esseri umani, psicologia evoluzionista. Negli anni 1960 W.D. Hamilton e altri svilupparono approcci della teoria dei giochi per spiegare l’altruismo da un punto di vista evoluzionistico attraverso la selezione del kin. La possibile origine di organismi superiori attraverso endosimbiosi e i contrastanti approcci all’evoluzione molecolare nella visione gene-centrica, che considerava la selezione come la causa prevalente dell’evoluzione, e la teoria neutralista, che considerava un fattore chiave la deriva genetica, generava eterni dibattiti sull’opportuno equilibrio tra adattamento e casualità nella teoria evoluzionista.
Negli anni 1970 Stephen Jay Gould e Niles Eldredge proposero la teoria degli equilibri punteggiati che ipotizza che l’equilibrio è la caratteristica prevalente dei resti fossili, e che la maggior parte delle modifiche evoluzionistiche accadono rapidamente su periodi di tempo relativamente brevi. Nel 1980 Luis e Walter Alvarez proposero l’ipotesi che un evento meteoritico fosse responsabile dell’evento di estinzione del Cretaceo. Ancora all’inizio degli anni 1980 l’analisi statistica dei reperti fossili di organismi marini pubblicata da Jack Sepkoski e David M. Raup condusse a una maggior apprezzamento dell’importanza di eventi di estinzione di massa alla storia della vita sulla terra.
Nelle prime decadi del XX secolo, iniziarono ad essere isolate e sintetizzate le vitamine, i componenti minori dei cibi nella nutrizione umana

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. Migliori tecniche di laboratorio come la cromatografia e l’elettroforesi condissero a rapidi sviluppi nella chimica fisiologica, che , come la biochimica, iniziarono a ottenere indipendenza dalle loro origini mediche.
Negli anni 20 e 30 i biochimici, condotti da Hans Krebs e Carl Cori e Gerty Cori, iniziarono a portare alla luce molti dei cicli metabolici fondamentali alla vita: il ciclo dell’acido citrico, la glicogenesi e la glicolisi, e la sintesi di steroidi e porfirine. Tra gli anni 30 e 50, Fritz Lipmann e altri stabilirono il ruolo dell’ATP come trasportatore universale di energia nella cellula, e i mitocondri come la centrale produttiva della cellula. Simili studi biochimici continuarono ad essere molto attivi per tutto il XX e XXI secolo.
Seguendo l’ascesa della genetica classica, molti biologi, compresa una nuova ondata di scienziati fisici in biologia, affrontò la questione del gene e della sua natura fisica. Nel 1938, Warren Weaver capo della divisione scientifica della fondazione Rockefeller Foundation erogarono dei contributi per promuovere ricerche che applicassero i metodi della fisica e della chimica a problemi biologici basilari, coniando il termine biologia molecolare. Molti delle più significative scoperte in biologia tra gli anni 30 e 40 furono finanziate dalla fondazione Rockefeller.
Nel 1935, la cristallizzazione del virus mosaic del tabacco di Wendell Stanley, come una pura nucleoproteina, convinse molti scienziati che l’ereditarietà potesse essere spiegata puramente attraverso la fisica e la chimica. Come la biochimica, le discipline emergenti di batteriologia e virologia, successivamente riunite nella microbiologia, al confine tra scienza e medicina, si svilupparono rapidamente all’inizio del secolo XX. L’isolamento del batteriofago da parte di Félix d’Herelle durante la I guerra mondiale inaugurò una lunga serie di ricerche focalizzate sui virus fagi e i batteri che essi infettano.
Lo sviluppo di organismi standar, geneticamente uniformi che potevano produrre risultati sperimentali ripetibili fu essenziale per lo sviluppo della genetica molecolare. Dopo i primi lavori con la Drosophila, l’adozione di sistemi modello più semplici come il lievito del pane Neurospora crassa rese possibile collegare genetica alla biochimica, principalmente attraverso l’ipotesi di Beadle e Tatum “un gene, un enzima” nel 1941. Gli esperimenti genetici su sistemi ancora più semplici come il virus mosaic del tabacco e batteriofagi, aiutata dalle nuove tecnologie del microscopio elettronico e dell’ultracentrifugazione, spinse gli scienziati a rivalutare il significato letterale della vita; l’ereditarietà dei virus e la riproduzione di strutture cellulari delle nucleoproteine fuori del nucleo (“plasmagene”) complicò la teoria accettata del cromosoma mendeliano.
Il dogma centrale della biologia molecolare fu proposto da Francis Crick nel 1958. Questa è la ricostruzione di Crick di come concepì l’asserto all’epoca. Le linee solide rappresentano, come sembrava nel 1958, i modi conosciuti di trasferimento di informazioni, e le linee tratteggiate rappresentano quelli postulati.
Oswald Avery mostrò nel 1943 che il DNA era il materiale genetico del cromosoma, non la sua proteina; ciò fu stabilito definitivamente con l’esperimento di Hershey-Chase nel 1952, uno dei molti contributi del cosiddetto gruppo fago, centrato attorno al fisico divenuto biologo Max Delbrück. Nel 1953 James D. Watson e Francis Crick, sulla base del lavoro di Maurice Wilkins e Rosalind Franklin, ipotizzarono che la struttura del DNA fosse una doppia elica. Nel loro articolo famoso “Molecular structure of Nucleic Acids”, Watson e Crick notarono che: “Non è sfuggito alla nostra attenzione che l’appaiamento specifico che abbiamo postulato, suggerisce immediatamente un possibile meccanismo di copiatura del materiale genetico.”
Dopo che nel 1958 l’esperimento Meselson-Stahl confermasse la replicazione semiconservativa del DNA

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, fu chiaro alla maggior parte dei biologi che la sequenza di acido nucleico debba in qualche modo determinare la sequenza di amminoacidi nelle proteine; il fisico George Gamow propose che un codice genetico fissato, collegasse proteine e DNA. Tra il 1953 e il 1961, furono poche sequenze biologiche note, sia di DNA, che di proteine, inoltre a complicare la situazione fu la scoperta del ruolo intermediario dell’RNA. Per decifrare realmente il codice, ci volle una serie estensiva di esperimenti in biochimica e genetica dei batteri, tra il 1961 e 1966, principalmente grazie al lavoro di Nirenberg e Khorana.
La mioglobina fu ampiamente usata da Sperm Whale usata per i primi studi cristallografici della struttura delle proteine, a causa della sua disponibilità.
In aggiunta alla Divisione di Biologia del Caltech, il Laboratorio di Biologia Molecolare e i suoi precursori a Cambridge, e di altre istituzioni, l’istituto Pasteur divenne un centro importante per la ricerca di biologia molecolare alla fine degli anni 1950. Gli scienziati di Cambridge, guidati da Max Perutz e John Kendrew, si concentrarono sul campo rapidamente crescente della biologia strutturale, combinando la cristallografia ai raggi X con la modellazione molecolare e le nuove possibilità computazionali del digital computing Un numero di biochimici guidati da Fred Sanger successivamente si unì al laboratorio di Cambridge, contribuendo con lo studio della struttura e della funzione macromolecolare.
All’istituto Pasteur, François Jacob e Jacques Monod seguirono l’esperimento PaJaMo del 1959 con una serie di pubblicazioni concernenti l’operone, stabilisce la teoria della regolazione del gene e identificò ciò che Fivenne notò con l’RNA messaggero. Verso la metà degli anni 1960, il nucleo intellettuale della biologia molecolare era ampiamente completo: un modello per la base molecolare del metabolismo e della riproduzione. Dal finire degli anni 50 ai primi anni 70 fu un periodo di intensa ricerca ed espansione per la biologia molecolare, solo recentemente diventata una disciplina in qualche modo coerente.
In quella che il biologo degli organismi E. O. Wilson chiamò le guerre molecolari, i metodi della biologia molecolare si espansero rapidamente, spesso venendo a dominare dipartimenti ed anche intere discipline. La molecolarizzazione fu particolarmente importante in genetica, immunologia, embriologia, e neurobiologia, mentre l’idea che la vita è controllata da un programma genetico, una metafora che Jacob e Monod introdussero dai campi emergenti della cibernetica e della scienza del computer, divenne una prospettiva influente in biologia.
L’immunologia in particolare divenne collegata alla biologia molecolare, con flussi di innovazione in entrambi i sensi: la teoria della selezione clonale sviluppata da Niels Jerne e Frank Macfarlane Burnet nella metà degli anni 50 aiutò a portare luce i meccanismi generali della sintesi proteica. La resistenza alla crescente influenza della biologia molecolare fu specialmente evidente nella biologia evoluzionista.
Il sequenziamento della proteina ebbe un grande potenziale per lo studio quantitativo dell’evoluzione, attraverso l’ipotesi dell’orologio molecolare, ma i principali biologi evoluzionisti considerarono l’importanza della biologia molecolare quale metodologia per risolvere le grandi domande dell’origine dell’evoluzione. I dipartimenti e le discipline asserirono la loro importanza e indipendenza: Theodosius Dobzhansky fece la famosa dichiarazione che “nulla ha senso in biologia se non alla luce dell’evoluzione” come una risposta alla sfida molecolare. Questa dichiarazione divenne anche più critica dopo il 1968; la teoria neutralista di Motoo Kimura dell’evoluzione molecolare suggerì che la selezione naturale non era l’onnipresente causa dell’evoluzione, almeno a livello molecolare, e l’evoluzione molecolare potrebbe essere un processo fondamentalmente diverso dall’evoluzione morfologica. La risoluzione di questo paradosso molecolare-morfologico è stato un tappa centrale della ricerca sull’evoluzione molecolare dagli anni 60.
La biotecnologia nel senso generale è stata una parte importante della biologia dalla fine del XIX secolo. Con l’industrializzazione, i chimici e i biologi divennero consapevoli del grande potenziale di processi biologici controllati dall’uomo. In particolare, la fermentazione fu il processo più utilizzato dalle industrie chimiche. Dai primi anni 1970, furono sviluppate un’ampia serie di biotecnologie, dalle droghe quali la penicillina e gli steroidi a cibi come la Chlorella, le proteine unicellulari, al gasolio, come un’ampia gamma di ibridi per raccolti ad alta resa e tecnologie agricole, la base per la rivoluzione verde. Vennero creati ceppi ingegnerizzati del batterio Escherichia coli, strumenti cruciali nella biotecnologia come in molti altri campi biologici.
La biotecnologia nel senso moderno dell’ingegneria genetica iniziò negli anni 70, con l’invenzione di tecniche di DNA ricombinante. Furono scoperti alla fine degli anni 60, i cosiddetti enzimi di restrizione, seguendo tecniche di isolamento, duplicazione, e sintesi dei geni virali. Iniziando nel laboratorio di Paul Berg nel 1972 (aiutato da EcoRI dal laboratorio di Herbert Boyer, basandosi sul lavoro sulla ligasi del laboratorio di Arthur Kornberg), i biologi molecolari misero insieme questi pezzi per produrre i primi organismi transgenici.
Poco dopo, altri iniziarono a usare vettori plasmidi e aggiungere geni per la resistenza antibiotica, incrementando esponenzialmente i risultati delle tecniche ricombinanti. A causa dei potenziali pericoli, come la possibilità che un batterio prolifichi con un gene virale che causi il cancro, la comunità scientifica così come un’ampia gamma di outsiders reagirono a questi sviluppi sia con entusiasmo che con moderato timore.
Insigni biologi molecolari guidati da Berg, suggerirono una moratoria temporanea sulla ricerca sul DNA ricombinante affinché i pericoli potessero essere attentamente valutati. Questa moratoria fu ampiamente rispettata, finché i partecipanti alla Conferenza di Asilomar sul DNA ricombinante, nel 1975,formularono una serie di policy, concludendo che la tecnologia poteva essere usata in sicurezza.
Seguendo Asilomar, si svilupparono rapidamente nuove tecniche di ingegneria genetica. I metodi di sequenziamento del DNA migliorarono enormemente, a partire da Fred Sanger and Walter Gilbert, così come la sintesi dell’oligonucleotide e le tecniche di transfezione. I ricercatori impararono a controllare l’espressione dei transgeni, e furono presto in grado, in contesti accademici e industriali, di creare organismi capaci di esprimere geni umani per la produzione di ormoni umani.
Tuttavia, questo era un compito più scoraggiante di quanto i biologi molecolari si fossero aspettati. Gli sviluppi tra 1977 e il 1980 mostrarono che, a causa dei fenomeni di divisione e giunzione dei geni, gli organismi superiori avevano un sistema di espressione genetica molto più complesso rispetto ai modelli dei batteri dei primi studi. Il primo risultato simile, per sintetizzare l’insulina umana, fu conseguito da Genentech. Questo segnò l’inizio del boom della biotecnologia e con esso l’età dei brevetti di geni, con una sovrapposizione senza precedenti tra biologia, industria e legge.
Dagli anni 1980, il sequenziamento delle proteine aveva già trasformato metodi di classificazione scientifica degli organismi, specialmente la cladistica, ma i biologi presto iniziarono a usare sequenze di RNA e DNA come caratteri; ciò espanse il significato di evoluzione molecolare all’interno della biologia evoluzionista, come il risultato che la sistematica molecolare poteva essere paragonata agli alberi evolutivi tradizionali basati sulla morfologia.
Seguendo le idee pionieristiche di Lynn Margulis sulla teoria endosimbiotica, che sostiene che alcuni degli organelli delle cellule eucariote si siano originate da organismi procarioti liberi attraverso relazioni simbiotiche, anche la divisione complessiva dell’albero della vita fu rivista. Negli anni 1990, i cinque regni: Piante, Animali, Funghi, Protisti e Monere, divennero tre: Archaea, Bacteria ed Eukarya, basati sul lavoro pionieristico di sistematica molecolare di Carl Woese con il sequenziamento di 16S rRNA.
Lo sviluppo e la polarizzazione della reazione a catena di polimerasi (PCR) alla metà degli anni 80, di Kary Mullis e altri presso la Cetus Corp. segnò un altro spartiacque nella storia della moderna biotecnologia, incrementando enormemente la facilità e la velocità dell’analisi genetica. Accoppiato all’uso di sequenze di etichette espresse, portò alla scoperta di molti più geni di quanti potevano essere trovati attraverso i metodi tradizionali biochimici o genetici aprendo la possibilità di sequenziare interi genomi.
L’unità di molta della morfogenesi degli organismi, dall’uovo fertilizzato adulto, iniziò ad essere svelata dopo la scoperta del “gene homeobox”, prima nei moscerini da frutta e poi in altri insetti e animali, inclusi gli uomini. Questi sviluppi portarono a progressi nel campo della biologia evolutiva dello sviluppo attraverso la comprensione di come i diversi piani corporei del phyla animale siano evoluti e come sono imparentati uno con l’altro.
Il progetto Genoma Umano, il più ampio e costoso studio biologico mai affrontato, iniziò nel 1988 sotto la guida di James D. Watson, dopo un lavoro preliminare con organismi geneticamente più semplici come l’Escherichia coli, S. Cerevisiae e C. Elegans. I metodi di “sequenziamento shotgun” e di scoperta di geni iniziati da Craig Venter, e incentivati dalla promessa finanziaria di brevetti di geni con Celera Genomics, condussero a una competizione pubblico-privato di sequenziamento che si concluse in un compromesso, con la prima bozza di sequenze di DNA umano annunciato nel 2000.
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