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Eerste klasse 1926-27 (voetbal België)

Het seizoen 1926/27 van de Belgische eerste klasse begon op 5 september 1926 en eindigde op 8 mei 1927 waterproof bag phone. Het was het 27e officieel seizoen van de hoogste Belgische voetbalklasse. De officiële benaming was Eere Afdeeling. De competitie telde net als de voorbije seizoenen 14 clubs. Waar het voorgaande seizoen nog de drie laatste clubs degradeerden, zakten vanaf dit seizoen enkel de laatste twee clubs naar de eerste afdeling, die nieuw gecreëerd werd reusable drink bottles.

CS Brugge werd zestien jaar na zijn eerste landstitel opnieuw kampioen.

Deze teams waren gepromoveerd uit de Tweede Klasse voor de start van het seizoen:

Deze teams degradeerden naar eerste afdeeling op het eind van het seizoen:

Volgende veertien clubs speelden in 1926/27 in ereafdeling. De nummers komen overeen met de plaats in de eindrangschikking:

P: wedstrijden gespeeld

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, W: wedstrijden gewonnen, G: gelijke spelen, V: wedstrijden verloren, +: gescoorde doelpunten soccer uniforms, -: doelpunten tegen, DS: doelsaldo, Ptn: totaal punten
K: kampioen, D: degradatie

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1925-26

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East Dennis, Massachusetts

East Dennis is a census-designated place (CDP) in the town of Dennis in Barnstable County, Massachusetts, United States. The population was 2,753 at the 2010 census.

East Dennis is located in the northeast part of the town of Dennis at (41.740226, -70.157104). East Dennis is roughly 3 miles (5 km) north of South Dennis. Directly to the west is the Dennis census-designated place, also known as “North Dennis”. East Dennis is 6 miles (10 km) north of West Dennis and is bounded to the north by Cape Cod Bay. It includes Sea Street Beach, Cold Storage Beach, and Crows Pasture Beach on the bay.

According to the United States Census Bureau, the East Dennis CDP has a total area of 4.9 square miles (12.8 km2). 4.8 square miles (12.4 km2) of it is land and 0.15 square miles (0.4 km2) of it (3.01%) is water.

As of the census of 2000, there were 3,299 people, 1,516 households, and 1,027 families residing in the CDP. The population density was 265.4/km² (687.8/mi²). There were 2,203 housing units at an average density of 177.2/km² (459.3/mi²). The racial makeup of the CDP was 97.09% White, 0.79% African American, 0.21% Native American, 0.33% Asian, 0.73% from other races, and 0.85% from two or more races. Hispanic or Latino of any race were 1.67% of the population.

There were 1,516 households out of which 16.8% had children under the age of 18 living with them, 58.6% were married couples living together, 7.6% had a female householder with no husband present, and 32.2% were non-families. 28.8% of all households were made up of individuals and 18.5% had someone living alone who was 65 years of age or older. The average household size was 2.17 and the average family size was 2.62.

In the CDP the population was spread out with 15.7% under the age of 18, 3.5% from 18 to 24, 17 aluminum water bottles.2% from 25 to 44, 29.4% from 45 to 64, and 34.3% who were 65 years of age or older. The median age was 55 years. For every 100 females there were 84.4 males. For every 100 females age 18 and over, there were 83.3 males.

The median income for a household in the CDP was $47,857, and the median income for a family was $57,177. Males had a median income of $46

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,627 versus $30,230 for females. The per capita income for the CDP was $27,466. About 5.6% of families and 7.7% of the population were below the poverty line, including 18.2% of those under age 18 and 1.9% of those age 65 or over.

Notable current and former residents of East Dennis include:

Dinastia di Munsö

La dinastia di Munsö è una dinastia di origine svedese i cui primi membri, del VIII-IX secolo, sono leggendari o semi-leggendari.

La sua prosecuzione sul regno danese è anche conosciuta come la dinastia degli Estridsen, mentre sul regno svedese come Dinastia di Stenkil.

Munsö è un’isola nel lago di Mälaren, non lontando da Uppsala, dove è sito un tumulo di cui si ipotizza che sia la tomba Björn “Fiancodiferro” uno dei suoi primi membri leggendari.

Le saghe, come la saga di Hervör e quelle raccolte nel Flateyjarbók, contengono informazioni estensive di questa dinastia per almeno 10 generazioni, tuttavia solo i re dal IX secolo sono considerati storici, mentre i storiografi moderni svedesi iniziano col tardo X secolo, con Erik il Vittorioso.

Re Björn, indicato come padre di Erik il Vittorioso dalle saghe, non è pienamente accettato come storico a differenza di un altro re, Emund Eriksson, che appare nei testi di Adamo da Brema.

Per dare un semplice riferimento alle relazioni tra i vari membri, si propone il seguente albero genealogico basato sulla Saga di Hervör e il Flateyjarbók, integrate con altre fonti, purché non apertamente contrastanti:

Per quanto possa essere ramificato, non è stato possibile riportare chiaramente tutte le relazioni di parentela con gli esponenti della dinastia di Gorm, con la quale si intreccia più volte con gli esponenti della dinastia di Munsö; in particolare il re danese Aroldo Denteazzurro è il marito in prime nozze con Gyrid figlia di re Olof (II) Björnsson, in seconde nozze di Sigrid la Superba, anch’essa sposatasi due volte (rendendo i re Olof il Tesoriere e Canuto il Grande fratellastri), nonché padre di Tyri di Danimarca, in sposa a Styrbjörn Starke (il Forte).

La linea dinastica principale del casato di Munsö è costituita dai discendenti di Björn “Fianco di Ferro” regnanti sulla Svezia, il cui controllo era già stato assicurato due generazioni prima con Sigurðr Hringr, tramite la Battaglia del Brávellir. Essendo tra i primi esponenti del casato, i rapporti di parentela possono cambiare notevolmente a seconda delle fonti. Ad esempio Erik Anundsson è identificato dal Nordisk familjebok con l’ancor più mitico Erik Väderhatt (Erik Cappello di Vento), che a sua volta il Gesta Danorum indica come figlio di Ragnar Lodbrok, sebbene quest’ultimo sia vissuto oltre un secolo prima.

Parte di queste discordanze derivano dalla politica espansionistica molto aggressiva iniziata da Ragnar Lodbrok a capo della Grande armata danese. Le azioni militari si accentuarono con i suoi figli, spaziando da semplici razzie all’occupazione stabile del territorio, perlopiù in Inghilterra con spedizioni in Scozia, Francia e nel Mediterraneo. In seguito molte altre scorrerie vichinghe furono attribuite ai figli di Ragnar Lodbrok, creando confusione sulle date, o sul numero stesso dei figli, o sul grado di parentela effettivo. Tra la fine dell’VIII secolo la seconda metà del IX secolo fin troppi conquistatori e razziatori vichinghi venivano identificati come “figli di Ragnar”. La stessa figura di Ragnar potrebbe derivare dalla sovrapposizione di più personaggi storici.

Come ulteriore complicazione vi era la frequente usanza dei popoli di origine germanica, o stanziati nel nord Europa, dei fratelli di regnare in contemporanea sullo stesso regno, con conseguente sovrapposizione di date negli annali.

Volendo comunque ricostruire un ordine di successione sui domini svedesi:

I re in parentesi non sono citati nella Saga di Hervör ma sono riportati in altre fonti (cronisti e missionari cristiani). Se ci si fosse attenuti solo ad essa, i sovrani tra il IX secolo il X secolo avrebbero dovuto essere piuttosto longevi, in un periodo in cui la vita media era molto breve. Circa un secolo e mezzo dopo Emund il Vecchio si guadagnò tale soprannome in quanto visse fino all’età di 50 anni.

Alcuni studiosi (es. Stewart Baldwin) propongono genealogie un più elaborate, con la presenza di uno o due ulteriori re Anund/Edmund, distinti sia da Anund Uppsale che da Amund Jacob.

Erik il Vittorioso è ritenuto il primo re storicamente accertato, sebbene siano incerte le sue relazioni di parentela. Adamo da Brema lo indica come il successore di Emund Eriksson, senza specificare altro (si potrebbe ipotizzare che fosse un suo zio o cugino). Le saghe lo indicano come figlio di Björn (III) Eriksson, ma regnarono in periodi troppo distanti fra loro. Quindi occorre ricollocare quest’ultimo non nel periodo riferito dal Landnámabók, bensì alla seconda metà del X secolo, oppure ipotizzare che vi sia stato un ulteriore Björn padre di Erik il Vittorioso. Purtroppo sia il Björn che Erik erano due nomi molto comuni all’epoca e la loro numerazione fu ideata oltre sei secoli dopo ai tempi di re Erik Vasa, con ovvi problemi di affidabilità.

All’estinzione della linea maschile con Emund il Vecchio nel 1060, la Svezia passò a suo genero, Stenkil

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, già jarl del Västergötland.

Il principale ramo cadetto della dinastia di Munsö (assieme alla dinastia di Stenkil) è la “dinastia degli Estridsen”, detta anche Munsö-Estridsen, ovvero Sweyn Estridson e discendenti. Tale linea costituisce anche il principale ramo cadetto della dinastia di Gorm.

L’identificazione di Styrbjörn il Forte e Tyri Haraldsdatter come genitori di Thorgils Sprakalägg, è piuttosto incerta.

I membri della dinastia dei Munsö-Estridsen governarono la Danimarca dal 1047 al 1412, con delle interruzioni negli anni 1042–1047 ad opera di Magnus I di Norvegia, nel 1332–1340 ad opera della dominazione germanica e nel 1376–1387 ad opera di Olaf IV di Norvegia. Il casato si estinse definitivamente con la morte della regina Margherita I di Danimarca nel 1412.

Il casato di Stenkil è l’altro principale ramo cadetto dei Munsö ed è costituito dai discendenti di Stenkil di Svezia, il quale sposò Ingamoder, figlia di re Emund il Vecchio. Con la morte senza eredi maschi di quest’ultimo, Stenkil divenne nel 1060 il primo sovrano di questa dinastia.

L’inclusione della dinastia di Gorm in quella di Munsö è dibattuta. Tale dinastia che deve il suo nome a Gorm il Vecchio, è di breve durata ma famosa per includere Sweyn Barbaforcuta e Canuto il Grande. Re Gorm discenderebbe, secondo Adamo da Brema, da Harthacnut di Danimarca, il quale la saga Ragnarssona þáttr pone come figlio di Sigurd “Serpente in un occhio”, quindi facendo diventare la dinastia di Gorm un ramo della dinastia di Munsö. Saxo Grammaticus riporta invece che fu figlio di Erik, a sua volta discendente di Sigurd.

Gli Ynglingar sono una dinastia leggendaria o semi-leggendaria molto più antica, mitologicamente derivata dal dio Yngvi-Freyr, di cui a volte si considera la dinastia di Munsö quale suo ramo svedese-danese, mentre la Dinastia Bellachioma è considerata il suo ramo norvegese.

Uno degli ultimi esponenti degli Ynglingar, l’ultimo che governò in Svezia, fu re Ingjald. Saxo Grammaticus nel Gesta Danorum (Libro 7) attribuisce un ulteriore figlio a re Ingjald women sleeveless dress, Sigurðr Hringr, avuto violentando la sorella del re danese Harald Hildetand, ma quest’ultimo non se ne curò per preservare l’amicizia con Ingjald.

Sigurðr Hringr, padre di Ragnar, combatté nella Battaglia del Brávellir e divenne anche re di Danimarca, poi Saxo descrive i diversi re vassalli e le loro avventure. Nel Libro 9 torna a Sigurðr Hringr definendolo Siwardus cognomento Ring (“di cognome Ring”) e dicendolo padre di Ragnarr Loðbrók.

Quindi, attribuendo la paternità di Sigurðr Hringr ad Ingjald, Saxo rende la dinastia di Munsö la continuazione quella degli Yngling facendo così discendere i successivi re danesi direttamente dal dio Freyr.

Un’altra illustre ascendenza era indicata anche attraverso la moglie di Ragnar, Aslaug, descritta come figlia di Sigurd discendente di Sigi, a sua volta da Odino. Quindi l’intera casa di Munsö discendebbe per linea paterna da dio Freyr e per linea materna da Odino.

Ci sarebbe da far notare che Saxo era al servizio proprio dei re della dinastia di Munsö, sebbene la Danimarca era stata cristianizzata fin dai tempi di re Aroldo I e conseguentemente l’interesse ad avocarsi simili antenati era decisamente calato.

« Ynglingaätten var nu utdöd sedan kanske 100 år. Det är naturligtvis möjligt, att de kungar över svearna som är omnämnda under 800-talet och av vilka några verkligen är historiska, också var släkt med dessa forntida härskare. I varje fall återkommer flera namn från sagotiden. Den förste härskaren Björn järnsida behöver vi inte acceptera som historisk. Han skall ha varit den förste av den nya ätten. Han härjade i utlandet. En storhög på Munsö i Mälaren blev i början av 1700-talet attribuerad till honom, säkert vad vi brukar kalla för en de lärdas antikvariernas spekulation. Men högen hette faktiskt “Biörne-backen” och liknande… »

« Traduzione: La dinastia degli Yngling erano estinti da forse 100 anni. È naturalmente possibile che alcuni dei re svedesi menzionati durante il IX fossero realmente storici, anche imparentati con i vecchi sovrani. In ogni caso diversi nomi vengono da un contesto leggendario. Il primo regnante, Björn Fiancodiferro, non è accettato come storico. Si suppone che fosse il primo della sua dinastia. Egli viaggiò a lungo. L’attribuzione ad inizio XVIII secolo del tumulo a Munsö, nel lago Mälaren, quale sua sepoltura, fu certamente il risultato della speculazione di sapienti antiquari. Tuttavia tale tumulo è ancora attualmente chiamato “Biörne slope” e similmente…. »

« Näste kung skall ha hetat Björn. Inte heller denne accepteras av stränga historiker

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. Enligt Hervararsaga regerade han i länge, i 50 år, påstår Snorre. »

« Traduzione: Come re successivo è nominato Björn. Nemmeno questo re è accettato dagli storici più critici. Secondo la Hervarar saga, governò per un lungo periodo, oltre 50 anni, sostiene Snorri Sturluson. »

« Ytterligare en kung får anses historiskt belagd, Emund Eriksson, som skall ha varit son till nyss nämnde Erik och väl var uppkallad efter sin farbror Emund. »

« Traduzione: Un altro re andrebbe considerato storicamente accertato, Emund Eriksson, del quale si suppone che fosse stato il figlio del prima menzionato Erik e dovrebbe essere elencato dopo suo zio Emund. »

« Ytterligare en kung får anses historiskt belagd, Emund Eriksson, som skall ha varit son till nyss nämnde Erik och väl var uppkallad efter sin farbror Emund. »

« Traduzione: Un altro re dovrebbe essere storicamente attestato, Emund Eriksson, il quale si suppone che fosse il figlio del prima menzionato Erik e dovrebbe essere elencato dopo suo zio Emund. »

Marguerite de Launay, baronne de Staal

Marguerite Jeanne Cordier de Launay, baronne de Staal (30 August 1684 – 15 June 1750) was a French author.

De Launay was born in Paris. Her father was a painter named Cordier. He seems to have deserted her mother, who then resumed her maiden name, de Launay, which was also adopted by her daughter. She was educated at a convent at Evreux, of which Mme de La Rochefoucauld, sister of François de La Rochefoucauld, author of the Maximes, was superior. There, she became attached to Mme de Grieu, who, being appointed abbess of the convent of St Louis at Rouen, took her friend with her.

Mlle de Launay lived there until 1710 in the enjoyment of the utmost consideration, and held a little court of her own, which included Brunel, the friend of Fontenelle, the sieur de la Rey and the abbé Vertot. She describes her own first passion for the marquis de Silly, the brother of a friend with whom she was visiting. Her affection was not returned, but she entered on a correspondence with him in which she plays the part of director.

After the death of her patron, Mme de Grieu, poverty compelled her to enter the household of the duchesse du Maine at the Château de Sceaux in the capacity of lady-in-waiting. Her literary talent soon manifested itself in the literary court of the duchesse, and secured for her, among other friendships, the somewhat undesirable admiration of the abbé Chaulieu. The duchesse is said, on the somewhat dubious authority of her lady-in-waiting, to have been not a little jealous of her attendant. Enough, however, is known of the duchesse’s imperious and capricious temper to make it improbable that her service was agreeable. Mlle de Launay, however, enjoyed a large share of her mistress’ confidence and had a considerable share in drawing up the Mémoire des princes légitimes which demanded the meeting of the states-general.

She was implicated in the Cellamare Conspiracy of Giulio Alberoni against Philippe II, Duke of Orléans, regent for Louis XV of France, and was sent in 1718 to the Bastille, where she remained for two years. Even here, however, she made conquests, though she was far from beautiful. Her own account of her love for her fellow prisoner, the chevalier de Ménil, and of the passion of the chevalier de Maisonrouge, her gaoler, for her, is justly famous. She returned on her liberation to the service of the duchess, who showed no gratitude for the devotion, approaching the heroic, that Mlle Delaunay had shown in her cause. She received no promotion and still had to fulfill the wearisome duties of a waiting-maid. She refused

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, it is said, André Dacier, the widower of a wife more famous than himself, and, in 1735, being then more than fifty, married the Baron de Staal. Her dissatisfaction with her position had become so evident that the duchess, afraid of losing her services

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, arranged the marriage to give Mlle Delaunay rank sufficient to allow of her promotion to be on an equality with the ladies of the court.

On this footing she remained a member of the household. It was at this time that she became the friend and correspondent of Mme du Deffand. She died at Gennevilliers.

Her Mémoires appeared about five years later, and have often been reprinted, both separately and in collections of the memoirs of the 17th and 18th centuries, to both of which the author belonged both in style and character. She has much of the frankness and seductive verve of Mme de Sévigné and her contemporaries, but more than a little alloyed with the sensibility of a later time. It may be doubted whether she does not somewhat exaggerate the discomforts of her position and her sense of them. In her lack of illusions, she was a child of the 18th century. Sainte-Beuve says that the most fit time for the reading of the Mémoires is the late autumn, under the trees of November, but her book is an extremely amusing one to read, as well as not a little instructive. The humours of the court of Sceaux are depicted as hardly any other society of the kind has ever been. “Dans cet art enjoué de raconter”, says Sainte-Beuve, “Madame de Staal est classique”.

Besides her Mémoires Mme de Staal left two excellent short comedies, performed at the court of Sceaux, and some letters, the answers to which are in some cases extant

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, and show, as well as the references of contemporaries, that the writer did not exaggerate her own charm. Her Mémoires were translated by Selina Bathurst (1877) and by Cora H. Bell (1892). See the edition (1877) of her Mémoires by M. de Lescure.

Comicforum

Comicforum is an internet forum with a focus on comics that was founded in 2000.

When the forum went online in 2000, it was the only comics-related discussion forum

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. Various large comic publishers like Carlsen, Egmont Ehapa, and Panini Comics opened official forums.

Carlsen left Comicforum in 2002 and opened new official forums at Comics in Leipzig

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. In 2004, Panini left as well. Carlsen returned to Comicsforum in March 2009. However, the Carlsen Manga-Forum and the forum of the manga anthology Daisuki remained at Comics in Leipzig. At this time, alongside the large publishers Carlsen and Egmont Ehapa, there are many small comic publishers located at Comicforum. Also, there is a large area for artists.

The Comicforum of today is not only a forum for comics, but also for games, books, films, and music. Currently, there are 35,000 registered members of which about 800 are active every day.

The subject areas in the part of the forum dedicated to comics are:

For its artist area, Comicforum received the ICOM Sonderpreis 2004. The Interessenverband Comic, which awards this independent comic prize, explained this with the connecting effect the forum has for the comic fans. Additionally, they note the creation of networks for artists

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, which influence later publications, and call Comicforum a factor the German comic landscape can no longer be imagined without.